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venerdì 11 agosto 2017

Roberto Saviano ha tolto la maschera mostrando il suo vero volto?



In molti si sono indignati quando i concittadini di Saviano hanno iniziato a non parlare di Roberto come l’eroe scrittore che c’è stato presentato, molti non capivano perché gli stessi napoletani (non intendo tutti i napoletani) non rispettavano il sommo scrittore che ha denunciato nel libro che lo ha reso famoso, i “segreti” se così vogliamo chiamarli, della camorra nella terra dei fuochi. Lo hanno accusato perché in quel che ha fatto hanno visto solo un modo per arricchirsi, usare la propria terra per il successo personale e non un modo per aiutare Napoli e la Campania che dal successo di Saviano non ha riportato benefici ne tanto meno è cambiato qualcosa, i veleni restano li nell’indifferenza del mondo e degli stessi italiani che hanno letto il libro. 

Anche i campani restano li, solo Saviano non è più li a combattere per la sua terra, oggi vive in un attico newyorchese a dispensare il suo sapere o la sua propaganda politica nei programmi di attualità italiani. È stato minacciato qualcuno direbbe, e per questo ha la scorta come è giusto che sia, ma non è l’eroe che in molti credono. Gli eroi non scappano via con il malloppo, gli eroi restano a difendere la propria terra come lo fanno i tanti imprenditori che vivono sotto scorta per aver denunciato (quello che non si sapeva già), come i magistrati, come chiunque abbia davvero voglia di cambiare e lottare per questa terra.

Cosa resta a Napoli di Saviano? Resta una serie chiamata appunto Gomorra, che ci mostra i camorristi come eroi, che ci fa amare dei personaggi dubbi, che insegna ai ragazzini ad atteggiarsi come quelli della serie, sono molti i ragazzi che vogliono essere come quelli, gli eroi di Gomorra. Non bisogna mai sottovalutare il potere manipolatore della tv sulle giovani menti. Questo Saviano lo sa, come sa che la terra che qualcuno diceva voleva aiutare in realtà è stata pugnalata dallo stesso scrittore mostrandone solo il peggio.

Oggi un altro genio finto eroe, potrebbe diventare famoso sfruttando il caso delle navi dei veleni, che tutti noi già conosciamo (giusto per fare un esempio reale sul libro che ha incoronato Saviano). C’erano già stati i processi e tutti erano a conoscenza di quello che era successo tranne chi non vuole informarsi. C’era un certo Carmine Schiavone che già aveva scoperchiato tutte le pentole e fatto processare il clan dei Casalesi, ma nessuno lo etichetta come eroe, perché nella sua vita ha fatto l’errore di nascere in una famiglia camorrista e esserlo stato per anni, ma senza Carmine la verità non sarebbe mai saltata fuori e tantomeno “Gomorra”. Lui viveva sotto scorta, anche lui minacciato, ma stava li a qualche centinania di chilometri dal suo ex regno. Dov’è morto in circostanze sospette ma non per mano della camorra.

C’era da molti anni il commissario Mancini morto di cancro, male contratto durante il suo impegno nelle indagini sui rifiuti pericolosi, di cui si parla, ma poco rispetto il suo sacrificio per il bene della Campania. Lui è stato un reale pericolo per le associazioni criminali, è stato minaccianto più volte ma non ha mai mollato le indagini e la Campania. Oggi cosa ci resta di tutto ciò? Una serie disecudativa.

Oggi Saviano lo vediamo esporre le proprie opinioni sempre a favore del pensiero unico globalista, a favore del capitalismo, e a un mondo sempre più distante dai bisogni della classe media o quel che ne rimane e dei poveri in questa società. Non è anche questa una forma di violenza verso i più deboli da condannare? Chi c’è arrivato prima chi dopo come me, ma Saviano non è un paladino della lotta contro il male.


Alessandro

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