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giovedì 8 giugno 2017

VACCINI: DECRETO LEGGE INCOSTITUZIONALE, OSSIA FUORILEGGE!



Un attentato alla salute di neonati, bambini e adolescenti. Adesso questi fantocci in poltrona istituzionale dovranno vedersela concretamente con migliaia di genitori, a partire dallo scrivente che non fa sconti ad anima viva. Ora viene il bello perché nessuna autorità potrà mai fare un trattamento sanitario obbligatorio di massa ad esseri umani appena affacciati alla vita.

Il belpaese passa in un lampo da Stato di diritto a Stato di Polizia, perché così hanno stabilito a Washington il 29 settembre 2014, soltanto per ingrassare le multinazionali farmaceutiche e gli annessi politicanti italidioti. Vero ministressa Lorenzin?

Comunque non esiste alcun fondamento scientifico né tantomeno alcuna direttiva dell’Unione europea che stabilisca il passaggio da 4 a 12 vaccini obbligatori in un solo colpo. Tant’è che ben 15 paesi europei - tra cui la civilissima Germania - non hanno obblighi vaccinali. In punta di diritto costituzionale se l’Italia è ancora una democrazia e non una dittatura telecomandata dagli anglo-americani, il ministro della cosiddetta “salute” Lorenzin, il presidente del consiglio Gentiloni e l’inquilino del Quirinale Mattarella non hanno il potere di imporre coercitivamente l’inoculazione obbligatoria di ben 12 vaccini a minori sani ma inermi. Anche perché sulla base di incontrovertibili prove scientifiche, non è in atto alcuna epidemia.

Quei poteri di intervento agitati dalle predette autorità presuppongono che sia già in atto un'epidemia e che dunque sia urgente intervenire, il che è difficilmente conciliabile con le ordinarie campagne preventive di vaccinazione. La violazione del decreto legge 73 del 7 giugno 2017 (approvato dal consiglio die ministri il 19 maggio scorso) non è sanzionabile con l'articolo 650 del codice penale, come ha già riconosciuto in casi simili, la I Sezione della Cassazione con sentenza numero 2671 del 12 dicembre 1990. In passato, queste difficoltà di concreta attuazione degli obblighi hanno indotto taluno a ricorrere al Tribunale dei minori sul presupposto che i genitori che non rispettano l'obbligo di vaccinare i figli sarebbero inidonei ad esercitare la responsabilità genitoriale. A tutt’oggi, statistiche alla mano, i Tribunali dei minori non hanno generalmente effettuato interventi determinati dal mero rifiuto delle vaccinazioni, a meno che non emergessero elementi di trascuratezza nella cura e nell'educazione dei minori.


Ma è coercibile l'obbligo di eseguire le vaccinazioni alla luce dell'ordinamento giuridico vigente? La risposta negativa è imposta da una corretta interpretazione dell'articolo 32 della Costituzione, secondo cui “nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge”. Dunque l'obbligo di sottoporsi ad un determinato trattamento è possibile solo se previsto da una legge ordinaria. La norma peraltro è vincolata ad un ulteriore limite: nel senso che in nessun caso possono essere violati “i limiti imposti dal rispetto della persona umana”. Per pacifica interpretazione l'articolo 32 della Costituzione repubblicana, tutela una delle massime espressioni della libertà, quella di non essere sottoposti a cure o terapie che non siano liberamente scelte o accettate. E' generalmente condiviso l’orientamento giuridico che solo uno stato di necessità per la salute pubblica consenta al legislatore l'imposizione di un trattamento sanitario. Secondo questa impostazione, dunque, l'articolo 32 della Costituzione consente di contemperare il diritto individuale alla salute e alle cure liberamente scelte con l'interesse alla salute dell'intera collettività. Tale contemperamento però, secondo l'interpretazione della Corte Costituzionale contenuta nella sentenza 308/1990, permette anche l'imposizione di trattamenti sanitari obbligatori, ma non postula il sacrificio della salute individuale a quella collettiva. Ciò significa che è sempre fatto salvo il diritto individuale alla salute, anche di fronte al generico interesse collettivo: nel nostro caso perciò il provato pericolo per la salute individuale consentirebbe l'esonero dall'obbligo di vaccinazione.

A proposito di principi contenuti nel nostro ordinamento, c'è da aggiungere che l’introduzione della vaccinazione coatta per legge nel nostro ordinamento è assolutamente preclusa dalla Convenzione di Oviedo, recepita in Italia con legge numero 145/2001, che come è noto ai politicanti italidioti, ha stabilito il fondamentale principio dell'autodeterminazione in materia di salute. Il motivo del contrasto con la Convenzione è che, essendo la vaccinazione un trattamento preventivo proposto a persone sane, in questo ambito non si può configurare lo stato di necessità, cioè l'unica situazione per la quale non è richiesto il consenso del paziente o del suo rappresentante legale.
A questo proposito è stato posto un problema di un qualche rilievo. Si è detto da parte delle autorità: l'autodeterminazione va bene, ma l'autodeterminazione riguarda sé stessi, non i propri figli minori, dunque la tutela della salute dei minori non può essere lasciata all'apprezzamento dei genitori, ma va salvaguardata con l'intervento del giudice o dell'autorità sanitaria. Si tratterebbe perciò di integrare la volontà del minore, che non ha capacità giuridica, con l'intervento di una autorità pubblica che si sostituisce ai genitori. Questa obiezione ha tratto qualche vantaggio da alcune pronunzie della Corte di Cassazione che, decidendo in tema di vaccinazioni obbligatorie, ha rilevato che la vaccinazione non può essere rifiutata per una generica convinzione o per ignoranza del genitore: devono essere di volta in volta indicate specifiche ragioni che rendono la vaccinazione pericolosa per la salute del minore (Cass. Sez. I, 18.7.03 n.11226, Cass. 8.7.05 n. 14384 e Cass. Sez. II, 26.6.06 n.1474 ).Tuttavia l'interpretazione volta a sostituire la volontà del genitore con quella di un organo pubblico ha scarse possibilità di prevalere, dal momento che esiste nel nostro ordinamento l'incontestabile principio che la volontà dell'incapace è sostituita da quella del suo rappresentante legale, che è l'unico autorizzato a darle voce. Fino a che dunque non si pone nel nulla quella rappresentanza, saranno i genitori ad esprimere la volontà del minore. L'autodeterminazione si realizza appunto con riguardo alla salute del minore attraverso la scelta dei suoi genitori. Sulla scorta di questo equivoco si è fatto talvolta ricorso al giudice dei minori invocando l'articolo 333 del codice civile, che consente l'intervento del giudice quando i genitori con il loro comportamento pregiudicano i beni fondamentali del minore. Non sono mancate le pronunzie di alcuni giudici che hanno ravvisato nel rifiuto delle vaccinazioni una condotta pregiudizievole per il minore, ma l'atteggiamento prevalente nella giurisprudenza è quello di rimettere all'apprezzamento dei genitori l'opportunità di vaccinare o meno i figli minori, secondo le proprie convinzioni o conoscenze. Se questa conclusione è pacifica per quanto riguarda le vaccinazioni raccomandate, la logica giuridica vorrebbe che la medesima disciplina venisse applicata per quelle obbligatorie. Esse non si differenziano nel merito e che l'obbligatorietà o la raccomandabilità derivano dal diverso momento storico in cui vennero prescritte. Ma per tutte le vaccinazioni valgono, senza differenze, i principi costituzionali della libertà di scelta e di autodeterminazione. La conclusione dal punto di vista giuridico non può che essere questa: l'obbligo giuridico della vaccinazione e la conseguente repressione non reggono di fronte ad una interpretazione delle norme costituzionalmente orientata, come dimostrano del resto le prassi vigenti nella gran parte delle Regioni italiane dove l'obbligo e le relative sanzioni sono generalmente disapplicati. Si impone invece una scelta di diverso tipo, che non può che essere quella della informazione e della responsabilità, evitando che si perseguano interessi speculativi, diversi da quelli della protezione della salute di tutti.

Infine l’articolo 33 della Costituzione stabilisce: “l'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento”. Ne consegue che soffocare il dissenso su questa o quella terapia, quando esso sia fondato su ragionevoli dubbi o sul dibattito esistente in un certo momento storico è un atto scriteriato. Né può essere limitato il dissenso o la libertà di ricerca solo perché le autorità sanitarie hanno scelto una via piuttosto che un altra. Radiare i medici critici (Gava e Miedico) e minacciare sanzioni a coloro che, per motivate ragioni scientifiche, non si allineano alle decisioni o alle conclusioni delle autorità sanitarie non è rispettoso della libertà di ciascuno. E' chiaro che proprio il confronto libero tra le varie posizioni determinerà infine le scelte più appropriate, ma non è certo soffocando il dissenso che si raggiungerà la migliore protezione della salute individuale e collettiva. Per definizione universale i regimi non si riformano ma si abbattono. Che dovrebbero fare gli italiani più attenti? Intanto denunciare tutti i ministri firmatari dello scellerato decreto legge 73/2017 e chiedere i danni a partire da Sergio Mattarella, Beatrice Lorenzin e Paolo Gentiloni. Se il Parlamento convertirà in legge questo pericoloso decreto legge, allora si passerà alla ribellione in risposta alla repressione di figli e genitori. Non si può accettare sempre supinamente ogni legge fatta per distruggere la legalità, la costituzionalità e persino la vita degli individui. La ribellione, in forma civile e legale, deve essere attuata per mandare a casa coloro che, pur non essendo stati eletti, la fanno da padroni per conto terzi. Ogni essere umano ha diritto alla propria libertà di pensiero, di scelta terapeutica e di azione. Su la testa!


Fonte: http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2017/06/vaccini-decreto-legge-incostituzionale.html#more

Alessandro

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