AVVERTENZE

Ogni Assunzione e Presunzione alle Mie parole e' solo Mio. Il mio unico intento e' quello di Condividere pace, amore ed onore. Ogni altra interpretazione a quanto qui espresso, e' puramente personale e mai rispecchia le mie pacifiche volontà. Chiunque usa le qui presenti informazioni, lo fa' sotto la sua totale ed illimitata responsabilità.

venerdì 23 giugno 2017

Morte di morbillo: qui prodest?



Alessandro

Johnny Depp: Cazzo dice?



Alessandro

Dello Stato di Polizia



Polizia di Stato? No, stato di Polizia. 
Non sta arrivando, è già qui.
Non chiamateli più arresti, sono sequestri di persona.
Non chiamatelo Trattamento Sanitario Obbligatorio, è un'epurazione di portatori sani di verità.
Non chiamatele tasse, è un racket.
Non chiamarlo giornalismo, è sedazione di massa.
Non chiamatelo ordine dei medici, è una propaggine della massoneria.
Non chiamatela magistratura, è un'impresa di demolizione dell'etica collettiva.

Alessandro

Cosa c'e' nell'aria?

Ancora afa sul nostro Paese nelle prossime ore: "Emergenza con possibili effetti negativi anche sulla salute di persone sane e attive(?!?) e non solo sui sottogruppi a rischio". E continua l'allarme siccità



L'ITALIA è nella morsa di un'ondata di caldo africano, che non si fermerà nelle prossime ore e che anzi nel weekend raggiungerà il suo apice. Secondo il bollettino sulle ondate di calore, pubblicato dal ministero della Salute, tra sabato e domenica è previsto infatti un "livello 3 - rosso" di afa in dieci città. Il ministero segnala "condizioni di emergenza" dovute al caldo eccessivo, "con possibili effetti negativi sulla salute di persone sane e attive e non solo sui sottogruppi a rischio come gli anziani, i bambini molto piccoli e le persone affette da malattie croniche".

Per la giornata di sabato il bollino rosso è previsto a Bologna, Bolzano, Brescia, Perugia e Torino; domenica invece allerta per Ancona, Campobasso, Firenze, Perugia e Pescara.


Alessandro

L'inganno nucleare...



Alessandro

Digos arrogante col cittadino che riprende il selfie dell'agente con Salvini



Alessandro

giovedì 22 giugno 2017

Geo Ingegneria: Tutto chiaro?




ALL'EMERGENZA caldo, si aggiunge ora quella acqua. Da nord a sud, l'Italia sta facendo i conti con la furia dell'anticiclone, il vento caldo che soffia dal deserto algerino-tunisino, e la siccità. Dopo un inverno poco piovoso, in cui anche la neve ha tardato a far visita, le risorse idriche stanno ora soffrendo. A rischio sono i raccolti, il bestiame, ma anche la vita quotidiana. Sì, perché se l'acqua manca, bisogna razionarla con l'uso predisposto a giorni alterni, ad esempio, o con la chiusura del servizio in alcune fasce orarie. E le temperature record previste per i prossimi giorni non lasciano ben sperare.

A Roma la sindaca Virginia Raggi ha stabilito che sino a settembre l'acqua comunale dovrà essere usata solo per servizi strettamente personali. Mentre, per le province di Parma e Piacenza, il Governo ha dichiarato lo stato d'emergenza e già stanziato otto milioni e 650 mila euro per far fronte alla crisi. Il Po in Emilia Romagna è in secca: letto quasi prosciugato, rive trasformate in spiagge per bagnanti improvvisati. Un fiume che tra poco potrebbe non sembrare più tale nemmeno in Piemonte.

Siccità, in molte regioni manca l'acqua. Governo decreta stato d'emergenza a Parma e Piacenza

Piemonte. Per le scarse precipitazioni, le temperature elevate e la fusione anticipata della neve, il bacino del Po è al di sotto della media storica: meno il 65 per cento rispetto alla media mensile degli anni precedenti. A rilevarlo sono i dati di Arpa Piemonte, l'Agenzia regionale per la protezione ambientale, secondo cui le riserve idriche del fiume raggiungono solo il 60 per cento della capacità massima.

Sardegna. Nell'Isola è stato già chiesto lo stato di emergenza per calamità naturale. Le precipitazioni registrate negli ultimi quattro anni in Sardegna sono state così ridotte da far considerare il quadriennio come uno dei più critici dal 1922. Tra il 2015 e il 2016, la pioggia caduta è stata troppo poca: tra il 30 e il 45 per cento in meno rispetto alla media. Ancora più drammatica la situazione degli ultimi tre mesi (marzo-aprile-maggio), quelli strategici per le esigenze idriche delle campagne, che hanno registrato un deficit intorno al 70 per cento, con punte fino al 90.

Sicilia. Solo in Sicilia negli ultimi dodici mesi le riserve idriche sono calate del 15 per cento. Secondo i dati dellOsservatorio regionale sulle acque, illustrati durante l'iniziativa Watec Italy 2017, negli invasi mancano oltre 80 milioni di metri cubi di acqua. I due terzi (74,5%) dell'acqua che manca nelle dighe siciliane si concentra negli invasi Poma di Partinico (Pa), Rosamarina di Caccamo (Pa) e dell'Ogliastro a Raddusa (Ct). La diga che registra le peggiori perfomance (-46,6% di scorte rispetto a giugno 2016) è quella di Poma, con una capacità scesa da 57,2 a 30,5 milioni di metri cubi. L'acqua dello Jato viene utilizzata sia per gli usi potabili della città di Palermo che per le irrigazioni dei campi nella zona di Partinico. Alla diga Rosamarina sono venuti a mancare nell'ultimo anno poco più di 18 milioni di metri cubi e a quella dell'Ogliastro circa 16,5 milioni.

Veneto. La situazione è difficile in tutto il territorio della regione. Il governatore Luca Zaia ha firmato una nuova ordinanza - dopo quella del 18 aprile e del 16 maggio - che conferma lo stato di crisi idrica, per attuare le misure necessarie a contrastarla. In particolare è la carenza d'acqua nell'Adige a preoccupare: si temono conseguenze per gli acquedotti. La nuova ordinanza stabilisce restrizioni in particolare per l'Adige (in maniera minore per il Piave e gli altri bacini idrografici), dove i Consorzi irrigui dovranno ridurre il prelievo di acqua dal fiume secondo uno schema a step progressivi: si parte da 180 metri cubi/secondo fino a 80 mc/s, al di sotto della quale la riduzione sarà del 100%.

Friuli Venezia Giulia. La poca pioggia caduta negli ultimi otto mesi ha causato un deficit idrico generalizzato che si riflette sulle acque superficiali e sotterranee dell'intera regione. Per questo è stato decretato lo stato di emergenza idrica e ridotta la portata del previelo dal fiume Tagliamento. Nel bacino montano del Tagliamento le precipitazioni sono state il 54 percento del valore medio mensile, mentre in pianura sono oscillate tra il 65 percento e il 72 percento. Anche il mese di giugno, seppur non ancora concluso, si preannuncia decisamente arido, in particolare nella fascia montana, dove ha piovuto tra il 25 e il 36 percento in meno rispetto alla norma.

Le conseguenze. I disagi provocati dalla mancanza d'acqua si fanno sentire in campagna e in città. A Parma e Piacenza lo stato d'emergenza è stato chiesto anche perché - spiega il governo in un comunicato stampa - l'elevato numero di turisti arrivato con l'estate ha richiesto un bisogno maggiore di acqua. Per la produzione Coldiretti ha già lanciato l'allarme: "Sono a rischio ortaggi, frutta, cereali, pomodoro, ma anche girasoli e vigneti, il fieno per l'alimentazione degli animali e la produzione di latte per i grandi formaggi".

Così, ai tavoli delle Regioni, si cercano soluzioni per tutelare contadini e allevatori dai possibili danni economici. "Le anomalie climatiche della prima parte del 2017 hanno già provocato perdite per quasi un miliardo di euro", ha sottolineato l'associazione.

Pericolo incendi. Terra e vegatazione secche innescano un altro problema: quello del rischio incendi, soprattutto nelle zone boschive. In Piemonte l'Arpa ha disposto da oggi lo stato di massima pericolosità su tutto il territorio della regione. Ma a patire il problema non è la sola. In lista le regioni sono tante, tra tutte anche Lazio e Toscana. L'estate 2017 rischia di essere critica anche perché, ha spiegato il capo della Protezione civile Fabrizio Curcio, "ben sei Regioni non hanno ancora mezzi aerei da utilizzare per spegnere le fiamme": Basilicata, Molise, Abruzzo, Marche e Umbria hanno dichiarato di non avere a disposizione alcun mezzo aereo per intervenire in caso di roghi particolarmente impegnativi.

Oltre l'Italia. Secondo la Coldiretti all'appello mancherebbero circa 20 miliardi di metri cubi d'acqua, un volume praticamente pari all'intero lago di Como. E in base ai dati diffusi dal Noaa, il National Climatic Data Centre, si capisce che il problema non è solo italiano. A livello planetario, la temperatura media registrata sulla superficie della terra e degli oceani è stata la seconda più elevata mai registrata, addirittura superiore di 0,29 gradi rispetto a quella del ventesimo secolo.

FOCUS. Aumenta la temperatura globale: è allarme siccità

"Un problema da non sottovalutare", secondo l'Organizzazione internazionale per le migrazioni. L'acqua è un bene prezioso: prima di combattere per il petrolio, l'uomo combatteva - e continua a farlo - per accaparrarsi le risorse idriche. Se un terreno è arido non dà vita, costringe le persone a spostarsi e a ingrossare i numeri di quella che l'Oim ha definito "migrazione ambientale".

Link: http://www.repubblica.it/cronaca/2017/06/22/news/siccita_caldo_acqua_emergenza-168817482/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P1-S1.8-T1

Alessandro

Buon Solstizio da Google



Alessandro

Fedeli nei secoli

Il terremoto giudiziario che rischia di travolgere l’arma dei carabinieri inguaiata dal giglio magico


Prima il Comandante Generale del Comando dei carabinieri, il generale Tullio Del Sette, indagato per rivelazione di segreto d'ufficio. E con lui il generale che guida i carabinieri della Toscana, Emanuele Saltalamacchia. Poi il capitano del Noe che ha fatto le indagini, Gianpaolo Scafarto, indagato per falso, per avere alterato una informativa consegnata all'autorità giudiziaria. E il suo vicecomandante, il colonnello Alessandro Sessa, finito sul registro degli indagati per depistaggio.

Ma nell'affaire Consip sono coinvolti anche il numero uno del Noe, Sergio Pascali, il Capo di Stato Maggiore dell'Arma, il generale Gaetano Maruccia, e il comandante provinciale di Napoli, Ubaldo Del Monaco.

Insomma, l'affaire Consip rischia di terremotare Viale Romania, il Comando generale dell'Arma dei carabinieri, mai finito così in fibrillazione come dai tempi della P2 quando si scoprì che alcuni suoi vertici erano iscritti alla massoneria deviata mentre altri in quegli anni Settanta furono sospettati di tramare con i golpisti.

Sembrava un passato consegnato alla storia e invece di nuovo il Comando dell'Arma è finito al centro di una delicatissima inchiesta giudiziaria su una fuga di notizie che, gestita dalla Procura di Roma di Giuseppe Pignatone, è giunta probabilmente a una svolta.

Sembrava che altri fossero gli obiettivi di questa inchiesta. Che l'attenzione si fosse concentrata solo sul “falso” del capitano Gianpaolo Scafarto che decise di falsificare la sua informativa finale su Consip, facendo emergere da una intercettazione ambientale la conferma che l'imprenditore Alfredo Romeo si incontrò con Tiziano Renzi, il papà dell'ex premier Matteo.

E invece, in questa fase delle indagini, la Procura sta verificando le posizioni degli indagati per la fuga di notizie, cioè il ministro dello Sport, Luca Lotti, il comandante generale dell'Arma, il generale Tullio del Sette, il comandante dei carabinieri della Toscana, il generale Emanuele Saltalamacchia.

E i colpi di scena non mancano. Intanto, la Procura ha deciso la incriminazione per false dichiarazioni al Pm del presidente (dimissionario) di Consip, Luigi Ferrara, che davanti ai Pm romani, Paolo Ielo e Mario Palazzi, ieri ha ritrattato la sua precedente e generica dichiarazione all'autorità giudiziaria: «Il generale Del Sette mi disse di stare in guardia da Romeo».

Ferrara sostiene che Del Sette non gli ha mai parlato di indagini corso. Ma l'amministratore delegato Luigi Marroni ha confermato, invece, che fu proprio Ferrara a dirgli "di aver appreso dal generale Del Sette di indagini su Romeo".

Agli inizi di giugno, invece, è finito indagato per depistaggio il vicecomandante del Noe dei carabinieri, Alessandro Sessa. Per la vicenda delle false attribuzioni della informativa Scafarto. Sapeva Sessa. Interlocutore di diverse chat con il capitano Scafarto che lo inchiodano, tra l'altro, al fatto di aver mentito quando sostenne di aver informato della inchiesta il comandante del Noe, Sergio Pascali, dopo il 6 novembre perché, secondo quanto emerge dalla inchiesta, ciò avvenne a giugno.

In una chat Scafarto e Sessa commentarono: "È stata una cazzata dirla al capo attuale". Il capo del Noe Pascali? Potrebbe invece essere il Capo di Stato Maggiore dell'Arma, il generale Gaetano Maruccia, che sarà sentito a breve. Come potrebbe essere sentito il comandante provinciale dei carabinieri di Napoli, Ubaldo Del Monaco, che, secondo Scafarto, avrebbe chiesto al colonnello Sessa se era stato interrogato un'altra volta Filippo Vannoni, numero uno di Pubbliacqua, società fiorentina, che ha sostenuto che fu il ministro Lotti a dirgli di una indagine Consip in corso.

Insomma, una brutta matassa da sbrogliare. Che oggi avrà un seguito anche sul versante politico. Al Senato sono iscritte all'ordine del giorno dei lavori sei mozioni sul caso Consip. Il presidente Piero Grasso deciderà come Palazzo Madama dovrà affrontare la questione. C'è una mozione di Mdp che chiede il ritiro delle deleghe al ministro Lotti in attesa che la sua posizione processuale si chiarisca, che potrebbe creare non pochi problemi alla maggioranza e al governo Gentiloni.


Link: http://notizie.tiscali.it/cronaca/articoli/terremoto-carabinieri-consip/

Alessandro

Scie chimiche

"...Tutto Normale!..."


Alessandro

Caricaaaaaa...



Alessandro

Al Telefono per i Vaccini!



Alessandro

mercoledì 21 giugno 2017

Il lavoro? Un male sociale che possiamo curare solo con l'ozio



Contrariamente ad una idea diffusa ad arte dai centri di condizionamento dello spettacolo moderno, il lavoro non è una catastrofe naturale. 

È un male sociale, il cui falso rimedio, la disoccupazione, fa peggiorare il cattivo stato del paziente e talvolta lo finisce. Consideriamo per prima cosa le origini del lavoro. Si sa che in tutte le lingue il termine deriva da strumenti di tortura o che è sinonimo di sofferenza, sforzo estenuante, pena ed afflizione. 

La Bibbia ne fa la punizione divina ed i miti universali parlano di una età dell'oro originale indenne dall'obbligo del lavoro. È proprio ciò che hanno confermato le serie ricerche sulla preistoria condotte da Marshall Sahlins.

Il cacciatore-raccoglitore, prima dell'invenzione dell'agricoltura, delle classi e dello Stato, non lavorava; si dedicava alle libere attività dell'essere umano, che consistevano nel cacciare e raccogliere, mangiare, dormire, godere e viaggiare.

Il lavoro inizia storicamente con il dominio di un uomo sul suo simile, di una classe su un'altra. Si tratta sempre di una classe improduttiva (preti e possidenti) che condanna al lavoro una classe produttrice e ne accaparra la produzione.

Dominio e sfruttamento sono una sola ed unica cosa. 

Ciò che separa la libera attività dal massacrante lavoro consiste quindi nella accumulazione di frutti dell'attività di un individuo che si trova costretto a produrre per qualcuno estraneo alla sua produzione e che se ne appropria.

Il lavoro crea ricchezza, ma quella altrui. Così il lavoro sanziona il passaggio della libertà originale alla schiavitù, che solo di recente ha fatto posto, per soddisfare le esigenze del commercio mondale (ormai chiamato globalizzazione), alla sua versione aggravata: il salario generalizzato.

Già Nicolas Linguet, filosofo dei Lumi, vedeva nella schiavitù salariata un peggioramento dell'antica schiavitù.

Il lavoro non è solo l'insicurezza sociale; è soprattutto il supplizio quotidiano dell'uomo abbrutito dalla ripetizione di compiti insipidi e alienanti. Lavorare è una debolezza quando si può farne a meno e fare qualcosa di meglio: è quanto hanno sostenuto lungo tutta la storia le élite intellettuali che disprezzavano il lavoro.


Le raffinate civiltà dell'India, della Cina e della Grecia antiche ponevano il lavoro al di sotto di tutto. 

Gli indigeni delle Antille preferivano, nel Rinascimento, cessare di riprodursi piuttosto che piegarsi al lavoro imposto dagli europei e ancora oggi nello Sri Lankais si mutilano più volentieri al fine di mendicare piuttosto che subire l'obbligo del lavoro!

Del resto, tutte le lingue possiedono dei detti che rimettono il lavoro al suo posto, l'ultimo: «Lavorano solo quelli che non sanno fare altro» dicono i portoghesi, mentre i russi assicurano che «lavorando si diventa più velocemente gobbi che ricchi»!

Ai giorni nostri è la miseria generale generata dal mondo capitalista della produzione forsennata a curvare così sovranamente la schiena dello schiavo moderno sotto questo flagello laborioso.


L'ozio rimane il sogno impossibile del proletario incatenato ad orari estenuanti, sventurato su cui incombe la precarietà.

Il paese più «sviluppato», gli USA, ha compiuto un passo in più nell'abiezione creando una classe numerosa di working poor: la massa di coloro che devono sgobbare duro per non morire di fame senza poter sfuggire alla fame.

Infine, il lavoro è diventato la causa di tutti i mali che affliggono la società spacciata per moderna e che si trova ad essere la più degradante di tutte quelle che si sono susseguite dalla comparsa dell'uomo sulla terra.

È al lavoro, ormai non solo inutile ma nocivo, che si deve l'inquinamento universale del globo terrestre ad opera dei prodotti industriali, chimici, farmaceutici, nucleari, eccetera.

L'avvelenamento generalizzato dovuto al lavoro forsennato degenerato in epidemie che si credevano scomparse e le malattie da prioni sono alcuni tristi esempi. La folle logica del profitto conduce «in modo naturale» alla pazzia in massa delle mucche altrettanto funestamente che all'estinzione delle specie animali e vegetali.


Sono anche le ricadute del lavorio alienato a rendere l'acqua imbevibile e l'aria irrespirabile. 

In breve, non è l'ozio ad essere il padre di tutti i vizi, è il lavoro ad essere il padre di tutte le decadenze. Mens sana in corpore sano, l'antico adagio dei nostri avi che invocano uno spirito sano in un corpo sano non può concepirsi oggi senza fare appello alle virtù della pigrizia.

È l'ozio che ormai occorre riabilitare in maniera urgente, contro coloro che ci derubano del nostro tempo, contro i vampiri che ci assassinano poco alla volta nel nome del mercato e dello Stato.

Bisogna considerare l'ozio come una attività creatrice, alla stregua della passione della distruzione cara a Bakunin. Per l’irrimediabile nemico di un mondo che ci conduce alla morte con la miseria del lavoro ed il lavoro della miseria, l'ozio serve nel vero senso della parola la qualità del tempo ritrovato, di un presente che mira a rivalorizzare i piaceri di una vita intensamente vissuta.

Morte al lavoro.

Link: http://laschiavitudellavoro.blogspot.it/2017/06/il-lavoro-un-male-sociale-che-possiamo.html

Alessandro

Torino, notte di follia poliziesca



Link_ http://www.dolcevitaonline.it/torino-notte-di-follia-poliziesca-cariche-e-manganellate-tra-i-tavolini-dei-bar/

Alessandro

lunedì 19 giugno 2017

500 morti a Londra?




Secondo un residente locale, le più di 500 persone scomparse dalla Torre di Grenfell sono in realtà morte.

Presstv.com riferisce:

Il comandante della polizia di Londra Stuart Cundy ha detto ai giornalisti di sabato che 58 persone temono morte nel fuoco.

Secondo i rapporti, tuttavia, l'edificio ospitava circa 600 persone.

Nadia ha detto alla corrispondente stampa della TV a Londra, Camilia Shambayati, che solo 76 di circa 600 persone che vivevano nell'edificio in cui era cresciuta erano state contabilizzate e mancavano ancora più di 500 residenti.

"Dove sono le persone scomparse? Dove è l'elenco delle 500, 600 persone che vivono in quel palazzo ?, chiese.

"Dove sono tutti", chiese ulteriormente, aggiungendo: "I bambini stanno chiedendo: 'Dove sono i miei amici?'"

Ha insistito sul fatto che i residenti scomparsi erano tutti morti ei media britannici, in particolare la BBC, avevano censurato la notizia.

"Ognuno è morto e nessuno glielo dice", ha detto, aggiungendo che "la notizia non riesce a raccogliere" riferendosi al presunto blackout dei vittime.

Mercoledì 14 giugno, un grande fuoco è scoppiato alla torre Grenfell di Londra.

L'edificio è un blocco di torri alto 24 piani e 67 metri con 120 appartamenti separati a nord di Kensington, a ovest di Londra.

La causa del fuoco, dove molti dei residenti erano musulmani, non è ancora noto e l'incidente mortale è sotto inchiesta.


Link: http://yournewswire.com/500-dead-grenfell-tower-fire/

Alessandro

GOOOOOOL.....




Alessandro

domenica 18 giugno 2017

Carlo Libero!




Alessandro

Mele Marce!

Venezia, 16 arresti tra imprenditori, dirigenti pubblici e ufficiali Gdf: regali in cambio di sconti sulle sanzioni fiscali



Anche Cattolica assicurazioni citata nelle carte: il terzo filone riguarda l'aggiustamento del debito erariale sceso da 8,8 a 2,6 milioni di euro in cambio di 20mila euro

L’onda lunga dello scandalo Mose torna a sommergere la laguna. Ma stavolta le dighe mobili alle bocche di porto non c’entrano nulla. E neppure la ragnatela di potere e di interessi messa in piedi dall’ingegner Giovanni Mazzacurati. E’ un’altra storia di soldi e di tangenti, di regali e favori, ma questa volta ruota attorno ai controlli fiscali e ai modi per evitare sanzioni. A scoprirli sono stati i finanzieri del nucleo di polizia tributaria di Venezia che si erano insospettiti perché in alcune intercettazioni telefoniche dell’inchiesta Mose erano emerse pressioni per la nomina di dirigenti dell’Agenzia delle Entrate. A che scopo? Chi ne beneficiava?

Le domande sono diventate spunti investigativi che hanno aperto nuovi filoni, con altre intercettazioni telefoniche. Si è così arrivati a ricostruire un quadro complesso di interessi illeciti sull’asse Venezia-Verona, partendo dall’Agenzia delle Entrate del capoluogo lagunare. L’inchiesta ha messo a fuoco il pagamento di somme di denaro a pubblici ufficiali, la consegna di regali molto costosi e una promessa di assunzione da parte di privati, per avere in cambio sconti nelle sanzioni pecuniarie riguardanti evasioni fiscali. Il pubblico ministero veneziano Stefano Ancilotto ha chiesto e ottenuto dal gip 16 misure cautelari (due ai domicialiri). Sono state eseguite dalla guardia di finanza nella notte.

Il drappello degli arrestati è composto di diversi livelli. Al primo livello troviamo i dipendenti dell’amministrazione finanziaria (quelli ancora in servizio sono stati immediatamente sospesi,”pur nella speranza che possano dimostrare la propria innocenza”) come Elio Borrelli dell’Agenzia delle Entrate, oggi direttore provinciale Pesaro-Urbino che era in servizio a Venezia, Christian David responsabile delle verifiche e Massimo Esposito, già direttore dell’Agenzia di Venezia. Ci sono poi due ufficiali della Finanza, Vincenzo Corrado e Massimo Nicchinello. Spunta perfino un giudice tributario della Commissione regionale, Cesare Rindone.

Nel secondo livello troviamo alcuni professionisti che si occupavano di questioni fiscali: Tiziana Mesirca, commercialista di Treviso e Augusto Sartore, commercialista di Chioggia. Nel terzo livello ci sono gli imprenditori, che erano oggetto delle verifiche e degli accertamenti fiscali, che riguardavano il gruppo edile Bison di Jesolo, specializzato in costruzioni, Cattolica assicurazioni, la società Baggio di Marghera (logistica) e la società friulana Burimec, produttrice di sistemi di pesatura industriale. Si tratta di Paolo Maria Baggio, Aldo Bison, Fabio Bison (ai domiciliari), Giuseppe Milone, dal 2010 direttore amministrativo di Cattolica assicurazioni, Pietro Schneider (Burimec), Paolo Tagnin e Albino Zatachetto, ex dirigente Cattolica assicurazioni.

La Finanza ha sequestrato anche 440mila euro, che si ritengono provento dell’attività illecita. I filoni d’inchiesta sono numerosi. Il primo riguarda la supposta corruzione di un dirigente dell’Agenzia delle Entrate di Venezia da parte di un imprenditore di Jesolo; quando il funzionario è stato trasferito, un suo collega è stato coinvolto al suo posto. Le tangenti pagate sarebbero pari a 140mila euro, per una riduzione dell’80 per cento di imposte (da 41 milioni dell’originaria pretesa di gettito a 8 milioni di euro effettivamente pagati) dovute da tre società dell’imprenditore jesolano in provincia di Venezia. I fatti sono accaduti tra il settembre 2016 e il maggio scorso. Secondo l’accusa i due funzionari avrebbero poi ricevuto 50mila euro da un commercialista di Chioggia per “accomodare” un accertamento tributario.

Un secondo capitolo riguarda la presunta corruzione di un finanziere e di un funzionario delle Entrate con la mediazione della commercialista trevigiana, per far ottenere benefici a una società immobiliare e a una ditta veneziana di trasporti. Soldi e regali per 40mila euro: questo il prezzo dell’accordo che aveva consentito di ridurre del 70 per cento (da 13 milioni di euro a 3,7 milioni di euro) l’importo del debito complessivo delle aziende interessate a una verifica fiscale. Il terzo filone riguarda l’aggiustamento delle pendenza della società assicuratrice di Verona.

In questo capitolo entra in scena anche il giudice tributario con funzioni di “mediatore” (oltre a un finanziere e un funzionario delle Entrate). In questo caso i regali assommano a 20mila euro, in cambio il debito erariale scese da 8,8 milioni di euro a 2,6 milioni di euro. L’ultimo filone risale al 2015-16 e a un accertamento nell’azienda metalmeccanica di Buttrio Burimec. Coinvolto un secondo finanziere oltre al primo di Venezia. L’imprenditore avrebbe assunto il figlio di quest’ultimo. In cambio la verifica fiscale risultava poco approfondita.

Link: http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/06/16/venezia-16-arresti-tra-imprenditori-dirigenti-e-ufficiali-gdf-regali-in-cambio-di-sconti-su-sanzioni-fiscali/3663746/


Alessandro

L'Inganno di Nibiru Pianeta X



Alessandro

venerdì 16 giugno 2017

L'uso Frutto

  • Dove non esiste proprietà, la legge non serve.
  • Dove esiste l'usufrutto equilibrato, la legge non serve.
  • Dove non esiste la proprietà, non esistono ladri.
  • Dove esiste l'usufrutto equilibrato, nessuno ha paura per il futuro.
  • Dove non c'è timore dell'avvenire, si può vivere il qui ed ora con gioia.
  • Quando si vive nel qui ed ora si può dar spazio al proprio talento.
  • Quando i talenti del mondo si esprimono , la crescita è esponenziale.


Ve lo dico per amore.
Ve lo dico perchè credo nell'uomo e nella donna liberi.


Alessandro

Il Popolo Eletto



Alessandro

I magistrati...



Alessandro

giovedì 15 giugno 2017

Euro Scritturali e prove.






Link: http://movimentosovrano.blogspot.com/2016/10/pagare-gratis-creando-euro.html

Link: http://marcodellaluna.info/sito/2017/02/16/euro-scritturali-moneta-nostra/

Alessandro

Atto di nascita: Nullo ed inesistente





Link: https://www.youtube.com/watch?v=wV8_ZX0ZOts

Alessandro

Jus Soli

Dal Nostro Fratello Aldo:

Quello che viene definito in giurisprudenza "ius soli" è una regola aurea del popolo degli uomini (e donne). L'errore è farne un regolamento (erroneamente chiamato legge). La storia del popolo degli uomini è fatta di migrazioni innescate da cambiamenti, che potevano essere di tipo climatico, sociale, nascita di opportunità, ecc.

L'altro errore è la presa di possesso del suolo, se il concetto fosse di usufrutto, sarebbe più corretto. io per popolo degli uomini intendo la specie homo sapiens, senza distinzione. Il concetto di usufrutto è condensato nella filosofia naturale del popolo degli uomini (auto definito) nativo del nord america. Per questo vorrei che si pensasse alla legge riguardante lo "ius soli" come ad uno strumento razzista, utilizzato per indurre in schiavitù.

Quindi non un errore, il fondamento è corretto e auspicabile, ma una volontaria introduzione di uno strumento coercitivo, per questo motivo è azione criminale per intento manifesto.

Alessandro

mercoledì 14 giugno 2017

Pestaggi in caserma, 4 carabinieri arrestati per lesioni e falso in Lunigiana



Nove carabinieri sono stati raggiunti da misure cautelari in un'indagine su abusi e violenze in caserme della Lunigiana, in provincia di Massa Carrara. Quattro i militari arrestati: uno in carcere e gli altri ai domiciliari. Decine gli episodi di violenza contestati, in particolare pestaggi.  "Violenze - ha detto il procuratore capo Aldo Giubilaro - sistematiche e metodiche".

Per altri 4 invece scattato il divieto di dimora e per un altro la sospensione dal servizio. Dei 9 carabinieri sei erano in servizio alla caserma di Aulla, tre a quella di Albiano Magra, sempre in provincia di Massa Carrara.

Una svolta importante dunque nell’inchiesta della procura di Massa Carrara che ormai da mesi, sulla base della denuncia di un italiano risalente all'estate 2016 , indaga su una serie di presunti abusi e illegalità, commesse da appartenenti all’Arma in servizio presso le caserme della bassa Lunigiana. Le accuse nei confronti degli arrestati sono quelle di falso e lesioni. Le misure cautelari disposte dal gip nei loro confronti sono state richieste dal procuratore capo Aldo Giubilaro e dal sostituto procuratore Alessia Iacopini, che coordinano le indagini condotte da altri carabinieri e dalla forestale. A marzo, durante l’indagine, vennero perquisite le caserme di Aulla e Pontremoli. "Sembrerebbe trattarsi, purtroppo, di una condotta diffusa, sia in caserma che fuori" spiega il procuratore Giubilaro.

Secondo quanto ricostruito, le accuse di lesioni e falso nei confronti dei carabinieri farebbero riferimento in particolare a dei pestaggi, tra cui uno ai danni di un cittadino extracomunitario, presunto spacciatore. L’uomo, cittadino marocchino, venne portato in caserma in Lunigiana nel corso di un'attività di controllo antidroga. Secondo l’ipotesi accusatoria, in quell’occasione alcuni militari – quattro, disse il fermato - lo avrebbero colpito ripetutamente, facendolo finire in ospedale. Quindi i militari avrebbero falsificato i verbali relativi a quell’episodio. Sempre secondo l’accusa, non si sarebbe trattato di un episodio isolato: il gruppetto di carabinieri si sarebbe accanito su più persone, sia italiane che extracomunitarie. 

"Erano metodici, sistematici" sottolinea ancora Giubilaro. Al vaglio degli inquirenti vi sono infatti altri episodi poco chiari - quasi un centinaio - i cui relativi verbali stilati dai carabinieri sono già stati sequestrati nei mesi scorsi. Uno riguarderebbe una prostituta che, portata in caserma, avrebbe subìto abusi sessuali. Sotto la lente della procura anche alcune presunte ‘sparizioni’ di droga sequestrata.  Tra gli indagati ci sono un maresciallo, un brigadiere, alcuni appuntati e militari semplici.


Fonte: http://firenze.repubblica.it/cronaca/2017/06/14/news/lunigiana_arrestati_sei_carabinieri_per_lesioni_e_falso-168077374/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P1-S1.8-T1

Alessandro

martedì 13 giugno 2017

VACCINI: 10 MILA PERSONE DANNEGGIATE IN ITALIA NEL 2016



Ecco il vaso di Pandora: più si scava e più fuoriesce il torbidume istituzionale. In barba alla trasparenza amministrativa sancita dalle leggi vigenti, l’Aifa (l'agenzia di controllo del farmaco che ha elargito ben 27 milioni di euro alla GSK) non rende di dominio pubblico i veri dati sui danni provocati dalla somministrazione di vaccini. Infatti il relativo rapporto 2016 è latitante, mentre il resto è stato manipolato al ribasso. Allora, diamo i numeri nascosti. Quelli che non ci hanno detto per il nostro bene. 

Dunque, presidente pro tempore del consiglio Gentiloni e ministro uscente Lorenzin, confermate il numero approssimato per difetto di 10 mila esseri umani in Italia colpiti soltanto nel 2016 dagli effetti collaterali provocati dai vaccini? E’ in atto per caso un aumento esponenziale di danneggiati dalle vaccinazioni obbligatorie? Perché ai genitori a cui si impongono in maniera coercitiva 12 vaccini in un colpo solo per i loro figli - pena multe salate e decadenza della potestà - non si mostrano i numeri occulti? L'eterodiretto governo tricolore sta attentando - per conto terzi - alla salute di neonati, bambini e adolescenti: bisogna arrestarlo a qualsiasi costo.

http://www.aifa.gov.it/content/italia-capofila-le-strategie-vaccinali-livello-mondiale

Mezza Europa è ad obbligo vaccinale pari zero, eppure non risultano epidemie in corso. In Italia l’obbligatorietà dei vaccini fu introdotta dalla legge Crispi 5849/1888 in seguito abolita; divennero successivamente obbligatorie le vaccinazioni contro la difterite (1939), la poliomielite (1966), il tetano (1968) e l’epatite B nel 1991, grazie ad una mazzetta da 600 milioni di lire passata dalla Glaxo al ministro Francesco De Lorenzo.

L’articolo 9 del decreto legge 273/1994 (convertito con legge 490/1995) prevede che “l'esecuzione delle vaccinazioni obbligatorie su minori non può essere coercitivamente imposta con l'intervento della forza pubblica” (questa norma non è stata abrogata dal decreto legge 7  giugno  2017, quindi è attualmente in vigore.

Anche il DPR 355/1999 non è stato abrogato e sancisce: “La mancata certificazione delle vaccinazioni non comporta il rifiuto di ammissione dell’alunno alla scuola dell’obbligo o agli esami”.

Il dettato dell’articolo 32 della Costituzione afferma che sono illegittime le misure coercitive indirette adottate da alcune ASL (sottrazione della potestà genitoriale, ricovero del bambino in istituto, o coercizione con l’intervento della forza pubblica. Dal momento che esistono serie possibilità di effetti collaterali sulla salute del bambino, la scelta di vaccinare o meno i figli spetta ai genitori, che devono dichiarare espressamente i motivi per cui intendono non sottoporre il figlio alla vaccinazione obbligatoria. Il diritto di scelta è un diritto costituzionalmente garantito dall’articolo 32 della Costituzione repubblicana, il quale al secondo comma afferma che: “Nessuno può essere obbligato  a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”. Inoltre l’Italia nel 2001 ha ratificato la convenzione di Oviedo con la legge 145.

Gli effetti collaterali gravi provocati dai vaccini superano di dieci volte i casi di meningite da meningococco che sono “appena” 163 all’anno. Eppure l’eco di questi ultimi è talmente amplificata che, ad ogni infezione, pare di rivivere la peste bubbonica descritta dal Manzoni. Andando poi a spulciare i dati degli anni passati emerge che i danni da vaccino sono in crescita galoppante. Nel 2003 vi erano in tutto 740 casi, nel 2015 si è passati a 7.892. Se i numeri non sono un’opinione, l’aumento è del 966%. E nel 2016 va anche peggio.

Nel 2014 i casi segnalati (ma non esaustivi) di reazioni avverse sono stati 8.182; nel 2013: 3.727; nel 2012: 2.555; nel 2011: 2.430; nel 2003: 750. Allora, è lecito pensare che gli effetti collaterali, compresi i duemila casi gravi, si verificavano anche gli altri anni ma non venivano censiti. A quante migliaia ammontano i bimbi danneggiati negli anni passati? Altrimenti, dobbiamo pensare che sia successo qualcosa ai vaccini. Sono diventati, negli anni, più pericolosi? O, forse, a creare problemi è il fatto di farne da tre a sei per volta, ed ora addirittura 12 in uno botto solo?

Vogliamo far finta di credere che a un genitore che deve decidere se vaccinare il proprio figlio non interessino i casi gravi? Se vogliamo proteggere i bimbi sani dal remoto rischio di una meningite abbiamo il diritto di sapere se l’incidenza di un effetto collaterale grave è più frequente della malattia stessa.


Link: http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2017/06/vaccini-10-mila-persone-danneggiate-in.html

Alessandro

Dei Governi!




Henry David Thoreau

Alessandro

domenica 11 giugno 2017

I "FUOCHI D'ARTIFICIO DELLA MORTE" SULLA SIRIA!!!



Fonte: http://terrarealtime.blogspot.it/2017/06/i-fuochi-dartificio-della-morte-sulla.html#more

Alessandro

La Storia di Maya

"...MAYA, 19 ANNI, SEQUESTRATA E PICCHIATA DALLA POLIZIA DI TORINO NELLA NOTTE DI GIOVEDI' 8/06/17 

Una notte di follia in strada e presso la caserma di polizia di V.Veglia/C.Tirreno a danno di Maya, 19enne torinese riconosciuta dai poliziotti come attivista ai picchetti antisfratto ed alle manifestazioni No Tav e per questo fermata, tradotta in caserma e picchiata dai solerti agenti della Squadra Mobile.

Con 6 giorni di prognosi certificati dal pronto soccorso ospedaliero per evidenti tumefazioni in tutto il corpo, denunciamo insieme a Maya questa inacettabile violenza. #IoStoConMaya #setoccanounatoccanotutte #stopabusiindivisa Ecco Maya e il suo racconto:..."


Alessandro

Terra Piatta: Sony BRAVIA OLED



Alessandro

venerdì 9 giugno 2017

giovedì 8 giugno 2017

Da Un Grande Maestro: Anam



Alessandro

VACCINI: DECRETO LEGGE INCOSTITUZIONALE, OSSIA FUORILEGGE!



Un attentato alla salute di neonati, bambini e adolescenti. Adesso questi fantocci in poltrona istituzionale dovranno vedersela concretamente con migliaia di genitori, a partire dallo scrivente che non fa sconti ad anima viva. Ora viene il bello perché nessuna autorità potrà mai fare un trattamento sanitario obbligatorio di massa ad esseri umani appena affacciati alla vita.

Il belpaese passa in un lampo da Stato di diritto a Stato di Polizia, perché così hanno stabilito a Washington il 29 settembre 2014, soltanto per ingrassare le multinazionali farmaceutiche e gli annessi politicanti italidioti. Vero ministressa Lorenzin?

Comunque non esiste alcun fondamento scientifico né tantomeno alcuna direttiva dell’Unione europea che stabilisca il passaggio da 4 a 12 vaccini obbligatori in un solo colpo. Tant’è che ben 15 paesi europei - tra cui la civilissima Germania - non hanno obblighi vaccinali. In punta di diritto costituzionale se l’Italia è ancora una democrazia e non una dittatura telecomandata dagli anglo-americani, il ministro della cosiddetta “salute” Lorenzin, il presidente del consiglio Gentiloni e l’inquilino del Quirinale Mattarella non hanno il potere di imporre coercitivamente l’inoculazione obbligatoria di ben 12 vaccini a minori sani ma inermi. Anche perché sulla base di incontrovertibili prove scientifiche, non è in atto alcuna epidemia.

Quei poteri di intervento agitati dalle predette autorità presuppongono che sia già in atto un'epidemia e che dunque sia urgente intervenire, il che è difficilmente conciliabile con le ordinarie campagne preventive di vaccinazione. La violazione del decreto legge 73 del 7 giugno 2017 (approvato dal consiglio die ministri il 19 maggio scorso) non è sanzionabile con l'articolo 650 del codice penale, come ha già riconosciuto in casi simili, la I Sezione della Cassazione con sentenza numero 2671 del 12 dicembre 1990. In passato, queste difficoltà di concreta attuazione degli obblighi hanno indotto taluno a ricorrere al Tribunale dei minori sul presupposto che i genitori che non rispettano l'obbligo di vaccinare i figli sarebbero inidonei ad esercitare la responsabilità genitoriale. A tutt’oggi, statistiche alla mano, i Tribunali dei minori non hanno generalmente effettuato interventi determinati dal mero rifiuto delle vaccinazioni, a meno che non emergessero elementi di trascuratezza nella cura e nell'educazione dei minori.


Ma è coercibile l'obbligo di eseguire le vaccinazioni alla luce dell'ordinamento giuridico vigente? La risposta negativa è imposta da una corretta interpretazione dell'articolo 32 della Costituzione, secondo cui “nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge”. Dunque l'obbligo di sottoporsi ad un determinato trattamento è possibile solo se previsto da una legge ordinaria. La norma peraltro è vincolata ad un ulteriore limite: nel senso che in nessun caso possono essere violati “i limiti imposti dal rispetto della persona umana”. Per pacifica interpretazione l'articolo 32 della Costituzione repubblicana, tutela una delle massime espressioni della libertà, quella di non essere sottoposti a cure o terapie che non siano liberamente scelte o accettate. E' generalmente condiviso l’orientamento giuridico che solo uno stato di necessità per la salute pubblica consenta al legislatore l'imposizione di un trattamento sanitario. Secondo questa impostazione, dunque, l'articolo 32 della Costituzione consente di contemperare il diritto individuale alla salute e alle cure liberamente scelte con l'interesse alla salute dell'intera collettività. Tale contemperamento però, secondo l'interpretazione della Corte Costituzionale contenuta nella sentenza 308/1990, permette anche l'imposizione di trattamenti sanitari obbligatori, ma non postula il sacrificio della salute individuale a quella collettiva. Ciò significa che è sempre fatto salvo il diritto individuale alla salute, anche di fronte al generico interesse collettivo: nel nostro caso perciò il provato pericolo per la salute individuale consentirebbe l'esonero dall'obbligo di vaccinazione.

A proposito di principi contenuti nel nostro ordinamento, c'è da aggiungere che l’introduzione della vaccinazione coatta per legge nel nostro ordinamento è assolutamente preclusa dalla Convenzione di Oviedo, recepita in Italia con legge numero 145/2001, che come è noto ai politicanti italidioti, ha stabilito il fondamentale principio dell'autodeterminazione in materia di salute. Il motivo del contrasto con la Convenzione è che, essendo la vaccinazione un trattamento preventivo proposto a persone sane, in questo ambito non si può configurare lo stato di necessità, cioè l'unica situazione per la quale non è richiesto il consenso del paziente o del suo rappresentante legale.
A questo proposito è stato posto un problema di un qualche rilievo. Si è detto da parte delle autorità: l'autodeterminazione va bene, ma l'autodeterminazione riguarda sé stessi, non i propri figli minori, dunque la tutela della salute dei minori non può essere lasciata all'apprezzamento dei genitori, ma va salvaguardata con l'intervento del giudice o dell'autorità sanitaria. Si tratterebbe perciò di integrare la volontà del minore, che non ha capacità giuridica, con l'intervento di una autorità pubblica che si sostituisce ai genitori. Questa obiezione ha tratto qualche vantaggio da alcune pronunzie della Corte di Cassazione che, decidendo in tema di vaccinazioni obbligatorie, ha rilevato che la vaccinazione non può essere rifiutata per una generica convinzione o per ignoranza del genitore: devono essere di volta in volta indicate specifiche ragioni che rendono la vaccinazione pericolosa per la salute del minore (Cass. Sez. I, 18.7.03 n.11226, Cass. 8.7.05 n. 14384 e Cass. Sez. II, 26.6.06 n.1474 ).Tuttavia l'interpretazione volta a sostituire la volontà del genitore con quella di un organo pubblico ha scarse possibilità di prevalere, dal momento che esiste nel nostro ordinamento l'incontestabile principio che la volontà dell'incapace è sostituita da quella del suo rappresentante legale, che è l'unico autorizzato a darle voce. Fino a che dunque non si pone nel nulla quella rappresentanza, saranno i genitori ad esprimere la volontà del minore. L'autodeterminazione si realizza appunto con riguardo alla salute del minore attraverso la scelta dei suoi genitori. Sulla scorta di questo equivoco si è fatto talvolta ricorso al giudice dei minori invocando l'articolo 333 del codice civile, che consente l'intervento del giudice quando i genitori con il loro comportamento pregiudicano i beni fondamentali del minore. Non sono mancate le pronunzie di alcuni giudici che hanno ravvisato nel rifiuto delle vaccinazioni una condotta pregiudizievole per il minore, ma l'atteggiamento prevalente nella giurisprudenza è quello di rimettere all'apprezzamento dei genitori l'opportunità di vaccinare o meno i figli minori, secondo le proprie convinzioni o conoscenze. Se questa conclusione è pacifica per quanto riguarda le vaccinazioni raccomandate, la logica giuridica vorrebbe che la medesima disciplina venisse applicata per quelle obbligatorie. Esse non si differenziano nel merito e che l'obbligatorietà o la raccomandabilità derivano dal diverso momento storico in cui vennero prescritte. Ma per tutte le vaccinazioni valgono, senza differenze, i principi costituzionali della libertà di scelta e di autodeterminazione. La conclusione dal punto di vista giuridico non può che essere questa: l'obbligo giuridico della vaccinazione e la conseguente repressione non reggono di fronte ad una interpretazione delle norme costituzionalmente orientata, come dimostrano del resto le prassi vigenti nella gran parte delle Regioni italiane dove l'obbligo e le relative sanzioni sono generalmente disapplicati. Si impone invece una scelta di diverso tipo, che non può che essere quella della informazione e della responsabilità, evitando che si perseguano interessi speculativi, diversi da quelli della protezione della salute di tutti.

Infine l’articolo 33 della Costituzione stabilisce: “l'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento”. Ne consegue che soffocare il dissenso su questa o quella terapia, quando esso sia fondato su ragionevoli dubbi o sul dibattito esistente in un certo momento storico è un atto scriteriato. Né può essere limitato il dissenso o la libertà di ricerca solo perché le autorità sanitarie hanno scelto una via piuttosto che un altra. Radiare i medici critici (Gava e Miedico) e minacciare sanzioni a coloro che, per motivate ragioni scientifiche, non si allineano alle decisioni o alle conclusioni delle autorità sanitarie non è rispettoso della libertà di ciascuno. E' chiaro che proprio il confronto libero tra le varie posizioni determinerà infine le scelte più appropriate, ma non è certo soffocando il dissenso che si raggiungerà la migliore protezione della salute individuale e collettiva. Per definizione universale i regimi non si riformano ma si abbattono. Che dovrebbero fare gli italiani più attenti? Intanto denunciare tutti i ministri firmatari dello scellerato decreto legge 73/2017 e chiedere i danni a partire da Sergio Mattarella, Beatrice Lorenzin e Paolo Gentiloni. Se il Parlamento convertirà in legge questo pericoloso decreto legge, allora si passerà alla ribellione in risposta alla repressione di figli e genitori. Non si può accettare sempre supinamente ogni legge fatta per distruggere la legalità, la costituzionalità e persino la vita degli individui. La ribellione, in forma civile e legale, deve essere attuata per mandare a casa coloro che, pur non essendo stati eletti, la fanno da padroni per conto terzi. Ogni essere umano ha diritto alla propria libertà di pensiero, di scelta terapeutica e di azione. Su la testa!


Fonte: http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2017/06/vaccini-decreto-legge-incostituzionale.html#more

Alessandro

Sterminio di Massa?


Il primo anno di vita è di fondamentale importanza per immunizzare contro alcune delle più importanti malattie prevenibili, somministrando i cicli di base che richiederanno poi (nella maggior parte dei casi) una dose di richiamo nel corso del secondo anno. Il ciclo di base per le vaccinazioni contro difterite, tetano e pertosse, poliomielite, così come per il vaccino contro l’Haemophilus influenzae di tipo B e l‟anti-epatite B, e consiste di due dosi al 3° e 5° mese di vita. L‟immunizzazione nei confronti di questi 6 agenti infettivi è normalmente effettuata utilizzando il vaccino esavalente. Si rammenta che il 3° mese inizia al 61° giorno di vita, e che è opportuno  iniziare la somministrazione del vaccino esavalente il più presto possibile per fornire una  protezione rapida soprattutto nei confronti della pertosse, la cui gravità clinica è tanto maggiore quanto più è contratta precocemente.

La sola eccezione allo schema sopra riportato è rappresentata dalla vaccinazione anti-epatite B per i neonati da madre HBsAg positiva. In tale situazione, la vaccinazione monovalente deve essere somministrata al più presto subito dopo la nascita, contemporaneamente all‟iniezione in altra sede anatomica delle immunoglobuline specifiche anti-HBs. Seguirà, poi, la seconda dose di vaccino monovalente anti-epatite B al compimento del primo mese (a distanza di 4 settimane dalla prima); a partire dalla 3a dose, che deve essere effettuata dal 61° giorno, si segue il calendario con il vaccino combinato esavalente.

Simultaneamente alla vaccinazione con esavalente, ma in sede anatomica diversa (quadricipite femorale della coscia contro-laterale) è raccomandata la somministrazione del vaccino pneumococcico coniugato, garantendo la più ampia protezione possibile nei confronti dei sierotipi circolanti.

La somministrazione delle 3 dosi iniziali del vaccino anti-meningococco B (raccomandata per tutti i nuovi nati) deve essere effettuata nel primo anno di vita. Essendo l‟incidenza massima delle malattie invasive causate da tale agente eziologico rilevata nei primi due anni di vita, è cruciale iniziare il più presto possibile il ciclo di somministrazioni. Dal momento che la somministrazione simultanea del vaccino meningococcico B con altri prodotti determina aumento della frequenza di febbre di grado moderato/elevato, è opportuno evitare la co-somministrazione con altri vaccini previsti in calendario. Nel caso la vaccinazione fosse iniziata dopo il 6° mese, è possibile utilizzare un ciclo a sole 3 dosi, con le prime due raccomandate, rispettivamente, al 7° e al 9° mese di vita.

La vaccinazione contro i rotavirus, somministrata per via orale, è raccomandata universalmente a tutti i bambini a partire dalla 6° settimana di vita, consiste di 2 o 3 dosi (in funzione del vaccino utilizzato) ed è co-somministrabile con le altre vaccinazioni previste per l‟età. Il ciclo vaccinale 56 dovrebbe in ogni caso essere completato non oltre gli 8 mesi di vita. Il rischio di invaginazione intestinale entro 7 giorni dalla somministrazione del vaccino, seppur molto raro, va sempre segnalato ai genitori, in fase di counselling prevaccinale, per il tempestivo riconoscimento della sintomatologia, in modo che possano riferirla immediatamente ai propri referenti sanitari. A partire dai 6 mesi di vita è raccomandata la vaccinazione anti-influenzale per i bambini appartenenti a gruppi a rischio.

Secondo anno
Il secondo anno di vita è l‟epoca del completamento con le dosi di richiamo delle immunizzazioni contro le 6 malattie prevenute attraverso il vaccino esavalente (11°-13° mese di vita) e, simultaneamente, della dose di richiamo della vaccinazione pneumococcica coniugata, così come della quarta dose del vaccino contro il meningococco B (o terza dose, nel caso di schedula a 3 dosi). Altre fondamentali vaccinazioni sono raccomandate proprio nel secondo anno di vita: la vaccinazione contro morbillo-parotite-rosolia e contro la varicella (13°-15° mese), o somministrate mediante vaccino combinato quadrivalente MPRV, oppure tramite vaccino trivalente MPR e monovalente varicella in diversa sede anatomica. Anche la vaccinazione contro il meningococco C è raccomandata tra 13° e 15° mese di vita. In alternativa al vaccino anti-meningococco C, potrebbe essere utilizzato il vaccino tetravalente A,C,Y,W135, allo scopo di offrire ai bambini una protezione più ampia per quei ceppi di meningococco che, pur ancora sporadici nel nostro Paese, mostrano una tendenza all‟espansione, principalmente in conseguenza dei cambiamenti climatici, dei viaggi, e dei movimenti migratori. Vista la necessità di fornire in breve tempo protezione con diversi vaccini, è importante considerare possibili co-somministrazioni. Dal momento che la somministrazione simultanea del vaccino meningococcico B con altri prodotti determina aumento della frequenza di febbre di grado moderato/elevato, è opportuno evitare la co-somministrazione con altri vaccini previsti in calendario. Permane la raccomandazione delle vaccinazioni anti influenzale e anti-epatite A per bambini a rischio.

L’infanzia (5-6 anni)
L‟epoca dell‟entrata nella scuola elementare è il momento per il richiamo delle vaccinazioni contro difterite, tetano, pertosse e poliomielite, che può essere effettuata preferenzialmente con vaccini combinati. Simultaneamente, è raccomandata la somministrazione del vaccino quadrivalente MPRV, che consente la rivaccinazione in contemporanea a DTP-IPV con due sole iniezioni in sedi anatomiche diverse. Si ricorda che la vaccinazione MPRV non è tecnicamente un richiamo ma piuttosto una rivaccinazione, che ha lo scopo di ottenere la risposta primaria nel circa 5% dei bambini che non avevano risposto alla prima immunizzazione tra 13° e 15° mese di vita. Come sempre, deve essere rammentata nei soggetti a rischio l‟immunizzazione anti-influenzale, antipneumococcica (andrà valutata la possibilità di somministrare una prima dose con vaccino coniugato, seguita ad almeno 2 mesi di distanza da una dose di vaccino polisaccaridico) e antiepatite A, queste ultime se non effettuate in precedenza.57

L’adolescenza (11-18 anni)
L‟adolescenza è un momento molto importante sia per la somministrazione di richiami di vaccinazioni già effettuate nell‟infanzia, sia per nuove vaccinazioni da effettuare elettivamente in questo periodo della vita. È raccomandata per tutti gli adolescenti l‟immunizzazione contro difterite, tetano, pertosse e poliomielite utilizzando vaccini combinati con dosaggi antigenici previsti per l‟adulto.

Risulta fondamentale anche verificare lo stato vaccinale per morbillo, parotite e rosolia, ed iniziare o completare eventuali cicli vaccinali incompleti somministrando 1 o 2 dosi del vaccino secondo necessità.

Anche per la varicella è cruciale utilizzare l‟adolescenza come età filtro per offrire la vaccinazione con 2 dosi nei soggetti anamnesticamente negativi per la malattia che non siano già stati immunizzati attivamente in precedenza.

Il dodicesimo anno di vita è l‟età preferibile per l‟offerta attiva della vaccinazione anti-HPV a tutta la popolazione (femmine e maschi). Sulla base delle nuove e importanti evidenze scientifiche, infatti, la sanità pubblica oggi si pone come obiettivo l‟immunizzazione di adolescenti di entrambi i sessi, per la massima protezione da tutte le patologie HPV correlate direttamente prevenibili con la vaccinazione. In funzione dell‟età e del vaccino utilizzato, la schedula vaccinale prevede la somministrazione di due dosi a 0 e 6 mesi (per soggetti fino a 13 o 14 anni), o tre dosi a 0, 1-2 e 6 mesi per i più grandi. L‟immunizzazione contro il virus del papilloma umano può essere offerta anche a una coorte supplementare di femmine adolescenti con tre dosi là dove tale opportunità non sia già stata utilizzata nel recente passato.

È inoltre molto importante che durante l‟adolescenza sia raccomandata ed effettuata una dose di vaccino anti-meningococcico quadrivalente ACYW135, sia a chi non abbia mai effettuato, nell‟infanzia la vaccinazione C o quadrivalente, sia a chi abbia già ricevuto una dose, in quanto la persistenza della protezione è legata a un elevato titolo anticorpale battericida, che tende a diminuire nel tempo.

Per la vaccinazione contro il meningococco B, vista la sua recente introduzione, la priorità è rappresentata in questo momento dal suo utilizzo nell‟età in cui è massimo l‟impatto della malattia (prima infanzia). Tuttavia, l‟epidemiologia di tutte le infezioni meningococciche è analoga, per cui in prospettiva si dovranno approntare politiche di offerta attiva di tale vaccinazione anche nella popolazione adolescente.

Come già sottolineato per le precedenti fasce di età, deve permanere attenzione particolare nei gruppi a rischio alla vaccinazione influenzale stagionale e contro pneumococco (andrà valutata la possibilità di somministrare una prima dose con vaccino coniugato, seguita ad almeno 2 mesi di distanza da una dose di vaccino polisaccaridico) ed epatite A, se non effettuate in precedenza. 58

L’età adulta (19-64 anni)
Nel corso dell‟età adulta è opportuna la somministrazione periodica (ogni 10 anni) della vaccinazione difterite-tetano-pertosse con dosaggio per adulto, che deve essere offerta in modo attivo, trovando anche le occasioni opportune per tale offerta (es. visite per il rinnovo della patente di guida, visite per certificazioni effettuate presso il medico di medicina generale, etc.). Le stesse occasioni devono essere sfruttate per la verifica dello stato di suscettibilità per morbillo, rosolia, parotite e varicella (non avere contratto anche una sola tra le malattie elencate e non avere effettuato le relative vaccinazioni). Dal momento che l‟eliminazione di morbillo e rosolia congenita è una priorità assoluta per la sanità pubblica non solo italiana, ma dell‟intera Regione Europea dell‟OMS, è cruciale abbattere le sacche di suscettibilità ampiamente presenti nella nostra popolazione adulta offrendo attivamente la vaccinazione con due dosi di vaccino MPR in tutte le occasioni possibili. Lo stesso vale per la vaccinazione contro la varicella, essendo necessario offrire la vaccinazione con 2 dosi nei soggetti anamnesticamente negativi per la malattia che non siano già stati immunizzati attivamente in precedenza. Anche in questa fascia di età è importante ribadire la raccomandazione di immunizzare contro l‟influenza ad ogni stagione autunnale i soggetti a rischio tra i 19 e i 64 anni. A partire dai 65 anni, la vaccinazione anti-influenzale è raccomandata a tutti i soggetti indipendentemente dalla sussistenza di particolari situazioni di rischio, con l‟obiettivo finale nel tempo di estendere la raccomandazione della vaccinazione a tutti i soggetti al di sopra dei 50 anni. Esiste infatti ampia documentazione in letteratura dell‟importanza di estendere i benefici della vaccinazione anti-influenzale al di sotto della classica soglia dei 65 anni.

Deve essere rammentata la vaccinazione contro epatite A e pneumococco per le situazioni di rischio. Per quest‟ultima immunizzazione, andrà valutata la possibilità di somministrare una prima dose con vaccino coniugato, seguita ad almeno 2 mesi di distanza da una dose di vaccino polisaccaridico. Inoltre, è indicata la vaccinazione contro Herpes zoster nei soggetti a rischio a partire dai 50 anni di età. Nel caso permangano situazioni epidemiologiche di rischio anche per l‟età adulta, deve essere somministrata una dose di vaccino quadrivalente meningococcico ACYW135.

Le donne in età fertile
In previsione di una possibile gravidanza, le donne in età fertile devono assolutamente essere protette nei confronti di morbillo-parotite-rosolia (MPR) e della varicella, dato l‟elevato rischio per il nascituro di infezioni contratte durante la gravidanza, specie nelle prime settimane di gestazione. Per la varicella contratta nell‟immediato periodo pre-parto, il rischio, oltre che per il nascituro, è anche molto grave per la madre. Pertanto, devono essere messe in atto politiche di offerta attiva di tali vaccinazioni, anche attraverso una capillare sensibilizzazione di medici di medicina generale e ginecologi. Le vaccinazioni con vaccini vivi attenuati non sono indicate se la donna è in gravidanza, ma è importante sottolineare che esistono molti casi di donne vaccinate durante gravidanze misconosciute, e il tasso di effetti avversi sul feto non è stato diverso da quello riscontrato nei neonati da madri non vaccinate. Nel caso una donna non risulti immune contro la 59 rosolia o la varicella (o entrambe) durante la gravidanza, è importante che sia immunizzata prima della dimissione dal reparto maternità, nell‟immediato post-partum.

Anche nei confronti dell‟influenza è importante che la donna sia immunizzata durante il secondo o terzo trimestre di gravidanza. Infatti l‟influenza stagionale aumenta il rischio di ospedalizzazione, di prematurità e basso peso del nascituro e di interruzione di gravidanza. Peraltro, si consiglia la somministrazione anche nella donna in età fertile poiché è stato riportato in letteratura che se una donna era vaccinata prima della gravidanza, la sua probabilità di vaccinarsi anche durante la gestazione era di 4 volte superiore rispetto alle donne non vaccinate in precedenza.

Di grande rilievo è anche la vaccinazione durante la gravidanza contro difterite, tetano, pertosse. Infatti, la pertosse contratta nei primi mesi può essere molto grave o persino mortale, la fonte di infezione può essere spesso la madre, e la protezione conferita passivamente da madri infettate da bacillo della pertosse o vaccinate molti anni prima è labile e incostante. Per tali motivi vaccinare la madre nelle ultime settimane di gravidanza consente il trasferimento passivo di anticorpi in grado di immunizzare il neonato fino allo sviluppo di una protezione attiva da vaccinazione del bambino. Il vaccino si è dimostrato sicuro sia per la donna in gravidanza, sia per il feto.

È opportuna anche la vaccinazione delle donne di 25 anni di età con vaccino anti-HPV, anche utilizzando l‟occasione opportuna della chiamata al primo screening per la citologia cervicale (Pap-test), oltre alla raccomandazione di utilizzo della vaccinazione secondo gli indirizzi delle Regioni (regime di co-pagamento) per tutte le donne.

Soggetti di età ≥ 65 anni
Molte vaccinazioni sono di cruciale importanza per la prevenzione di gravi malattie nella popolazione anziana, anche se la nozione di “anziano” è oggi molto diversificata, ed è necessario togliere la connotazione di “persona con problemi di salute” connessa invariabilmente con tale definizione. In effetti, la popolazione anziana comprende fasce di età molto ampie, e stati di salute che vanno dall‟ottimo al molto compromesso. In ogni caso, le vaccinazioni indicate per i soggetti al di sopra dei 65 anni trovano giustificazione e forte raccomandazione in tutti i possibili stati di salute del soggetto.

La vaccinazione anti-influenzale è senza dubbio raccomandata per l‟ultra-sessantacinquenne. Essa è in grado di ridurre complicanze, ospedalizzazioni e morti dovute a tale infezione, e deve essere effettuata ad ogni stagione autunnale (periodo ottobre-dicembre). Il calo registrato negli ultimi anni nelle coperture per tale vaccinazione, imputabile soprattutto a crisi comunicative su presunte problematiche di sicurezza poi rivelatesi infondate, deve spingere a rinnovato impegno nel promuovere tale intervento preventivo, spiegando i reali rischi della vaccinazione e il pericolo rappresentato dalla mancata adesione all‟offerta di immunizzazione stagionale.

Nell‟anziano è inoltre necessario offrire attivamente la vaccinazione con vaccino pneumococcico coniugato, seguita da una dose di vaccino polisaccaridico. Va posta attenzione a non invertire l‟ordine di somministrazione dei due vaccini, perché ciò comporterebbe una più bassa risposta 60 immune. La coorte cui la vaccinazione deve essere offerta attivamente è rappresentata dai soggetti di 65 anni di età. Le Regioni che, per situazioni epidemiologiche e di contesto volessero offrire la vaccinazione a due coorti d‟età, dovrebbero prediligere i 65enni e i 70enni.

La vaccinazione pneumococcica può essere offerta simultaneamente alla vaccinazione antiinfluenzale (che rappresenta in tale caso una occasione opportuna), ma può pure essere somministrata indipendentemente e in qualsiasi stagione dell‟anno, anche perché mentre l‟antiinfluenzale deve essere ripetuta ogni stagione, l‟anti-pneumococcica viene somministrata secondo le attuali indicazioni in dose singola una sola volta nella vita.

La terza vaccinazione rilevante per il soggetto anziano è quella contro l‟Herpes zoster. Tale immunizzazione è in grado di ridurre di circa il 65% i casi di nevralgia post-erpetica, che è una delle complicanze più frequenti e debilitanti della malattia, e circa il 50% di tutti i casi clinici di zoster. La coorte cui la vaccinazione deve essere offerta attivamente è rappresentata dai soggetti di 65 anni di età. Come per le precedenti fasce di età, possono sussistere particolari condizioni di rischio che indichino una raccomandazione per le vaccinazioni contro meningococco, epatite A o epatite B. Andrà inoltre verificata l‟immunità nei confronti di MPR e varicella, con offerta delle
ì rispettive vaccinazioni in caso di suscettibilità.


Link: http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_2571_allegato.pdf

Alessandro

I nostri Fratelli




Alessandro

martedì 6 giugno 2017

Terra Piatta: La Tecnologia...


Alessandro

Il Capitale ha bisogno di masse di schiavi ricattabili


Lo spettacolo pornografico televisivo, la chiacchiera vacua giornalistica, l’opinare ortodosso con tratti di lirismo servile proprio dei chierici accademici hanno come obiettivo portante la distrazione di massa e la conservazione santificante dell’ordine simbolico che superstrutturalmente legittima l’ordine strutturale dei realissimi rapporti di forza.

Distrazione di massa, giacché l’attenzione delle masse pauperizzate deve senza posa essere spostata dalla contraddizione economica classista.

Conservazione dell’ordine simbolico dominante, in quanto le masse asservite devono accettare le categorie e i concetti che prevedono e legittimano il loro stesso asservimento. L’obiettivo è garantire che i servi lottino sempre solo in difesa delle proprie catene e contro ogni eventuale liberatore.

Perché il Capitale vincente giubila all’arrivo dei migranti? Perché, pur potendo farlo, non ne regola i flussi? 

Non è difficile capirlo, per chi voglia procedere con la propria testa e senza seguire le correnti del politicamente corretto e del pensiero unico artatamente preordinato.



Il Capitale ha bisogno di masse di schiavi ricattabili e senza diritti, disperati e disposti a tutto pur di sopravvivere. Ne ha bisogno per tre ragioni:

1) perché può sfruttarli senza riserve, nel modo più efficace, come materiale umano disponibile;

2) perché può usarli, nella lotta di classe, come strumenti per abbassare il costo della forza lavoro, costringendo il lavoratore italiano e francese a lavorare nelle stesse condizioni del migrante (è la marxiana legge dell’esercito industriale di riserva);

3) perché può far sì che prosperino le lotte tra gli ultimi (autoctoni contro immigrati) e che la lotta resti nel piano orizzontale dei servi in lotta con i servi e mai si verticalizzi nella forma del conflitto tra servo e signore.


Link: http://laschiavitudellavoro.blogspot.it/2017/06/il-capitale-ha-bisogno-di-masse-di.html

Alessandro

Ciak si Gira!


Alessandro

lunedì 5 giugno 2017

Piano Kalergi a pieno regime

I dati sotto elencati provengono dalla Fondazione ISMU su dati UNHCR e sono aggiornati al Gennaio 2017. Nel 2016 l’Italia ha subìto oltre 181mila clandestini via mare, 154mila nel 2015, e 170mila nel 2014. Nel 2016, rispetto all’anno precedente gli sbarchi nel nostro Paese sono aumentati del 18%, con punte di arrivi giornalieri molto consistenti, il mese di ottobre del 2016 ha registrato il numero più elevato di sbarchi dall’inizio dell’anno di oltre 27mila arrivi. Degli oltre 361mila migranti giunti via mare in Europa la metà è approdata sulle coste italiane, il 48% degli sbarchi è avvenuto in Grecia con 174mila arrivi, mentre sono stati 8.826 i migranti sbarcati in Spagna.

Al 31 dicembre 2016 risultavano presenti oltre 176mila migranti. In particolare il 77,7% dei migranti è ospitato in strutture di accoglienza temporanee, il 13,5 % nei centri del sistema SPRAR e il restante 8,8% negli hotspot e centri di prima accoglienza nelle regioni di sbarco (Dati Ministero dell’Interno). Migranti presenti nelle strutture di accoglienza in Italia. I dati disponibili al 30 dicembre 2016 indicano che complessivamente dall’Italia sono stati ricollocati in altri Paesi Europei 2.654 richiedenti asilo (su un totale di 39.600 previsti entro il 2017).

Nel 2016 si sono avuti in Italia oltre 25mila sbarchi di minori non accompagnati (il 14% di tutti gli arrivi via mare, l’8% nel 2015 e il 7,7% nel 2014), più che doppio rispetto al 2015 (12.360):

Nei primi dieci mesi del 2016 sono state presentate in Italia oltre 98mila domande di asilo, il numero più altro registrato negli anni. Nell’85% dei casi le domande sono presentate da uomini; 4.168 le richieste fatte da minori stranieri non accompagnati. Circa un terzo dei richiedenti proviene da due Paesi: Nigeria (oltre 20mila domande in dieci mesi) e Pakistan. Nello stesso periodo le Commissioni Territoriali hanno esaminato 76mila domande, e per ben il 62,5% dei casi l’esito è stato negativo (nel 2015 la percentuale di dinieghi è stata del 39%). Nel corso del 2015 le richieste in Italia sono state 84mila, un terzo in più rispetto all’anno precedente. I profughi richiedenti asilo sono soprattutto siriani, afghani e iracheni.

Naturalmente oramai conosciamo che si tratta di una tratta di neri, per lo più, agevolati o anche costretti ad abbandonare i propri Paesi d’origine con promesse varie. Recentemente abbiamo avuto anche modo di visionare, in rete, documentazione inconfutabile di come le imbarcazioni italiane si rechino sulle coste libiche per prelevare i cosiddetti profughi, o meglio clandestini. Sappiamo anche che molti di loro sono bollati come pregiudicati nel proprio Paese, soprattutto quelli di nazionalità Nigeriana. Il giro d’affari dietro le cooperative italiane che gestiscono l’ospitalità è impressionante.

Ma quello che vorremmo sottolineare è ciò che rappresenta il grafico sottostante, dove è possibile notare quale sia il quantitativo complessivo delle persone povere nel mondo, considerando tali quelle con una soglia inferiore ai due dollari giornalieri. Come è possibile evincere, solo in Africa ci sono 650 milioni di individui con queste caratteristiche. La popolazione italiana complessiva ammonta a solo 60 milioni di individui. Considerando che la povertà è in crescita, anche il numero dei poveri aumenterà, sia in Africa sia in Italia, aumentando potenzialmente il numero di emigranti africani. Ciò comporterà di conseguenza un aumento totale del numero di poveri sul territorio italiano. Ora ci chiediamo, ammesso e non concesso che non tutti i migranti permarranno in Italia, quali numeri saremo ancora costretti ad “ospitare” e per quanto tempo ancora potremo reggere questa situazione indecente?



In ultimo, vogliamo continuare a far finta di nulla, ignorando anche il crescente numero di reati di cui sono autori gli extracomunitari, o vogliamo cominciare ad intervenire, indipendentemente dalle autorità oramai delegittimate de jure e de facto e totalmente inermi? A ciascuno le proprie responsabilità!

Link: https://ilgecco.tv/2017/06/05/piano-kalergi-a-pieno-regime/

Alessandro