AVVERTENZE

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mercoledì 29 marzo 2017

Una Bomba di Ragazza




Alessandro

Reato di Anzianità: Delirio Massimo




Una signora del Monferrato ha avuto il torto inemendabile di mettere al mondo sua figlia a 56 anni. Il marito ne ha dodici di più, ma i padri brizzolati non fanno scalpore: il problema è lei. Basta un episodio risibile - la bimba che rimane da sola in macchina qualche minuto, mentre i genitori scaricano le borse della spesa e le scaldano il biberon - per accendere il falò del pregiudizio. I vicini di casa sbirciano dalla finestra e denunciano, gli assistenti sociali prontamente intervengono. Come ha osato quella donna partorire a un’età simile? 

Deve essere perversa, degenere. La piccola viene data in affido e poi in adozione, nonostante una sentenza definitiva assolva i genitori dall’accusa di abbandono. Fino al capolavoro kafkiano di ieri. Chiamata a pronunciarsi sull’adottabilità della creatura, la Corte d’Appello riconosce che la madre e il padre non hanno fatto niente di male, eppure si rifiuta di restituire loro la figlia perché ormai sono passati sette anni e per lei si tratterebbe di un trauma. 

Ma quel tempo è trascorso per colpa dell’apparato burocratico, che prima ha sottratto senza motivo la bambina ai suoi genitori e poi ha tardato a riportarla a casa in nome di un pregiudizio legato all’anagrafe. Tutto questo nel Paese che non toglie la patria potestà ai mafiosi, si riempie la bocca con la sacralità della famiglia e tira avanti grazie all’impegno quotidiano di milioni di nonni. Saranno dichiarati fuorilegge anche loro?


Alessandro

Fake News: I falsi monumenti




Alessandro

Terra piatta: solstizio d'inverno





Alessandro

martedì 28 marzo 2017

Lavorino quelli che amano lavorare! Noi vogliamo riposare ed è un nostro DIRITTO.



Da tempo lottiamo contro la moderna schiavitù del lavoro, ma ci siamo sempre dimenticati di prendere in considerazione un aspetto importante della storia, ci sono persone che amano passare le loro giornate chiuse all'interno di fabbriche e uffici, per loro "produrre" è gratificante tanto quanto mangiare un gelato per un bambino di sei anni o come l'arrivo del weekend per chi come noi odia il lavoro.

Ci sono persone a cui piace davvero lavorare come muli da traino, e non sto ora parlando di quei pochissimi fortunati che fanno un lavoro in proprio o quelli che hanno fatto della propria passione il proprio lavoro, ma di persone comuni che hanno orari da rispettare e cartellini da timbrare tutti i giorni.

Per queste persone, da un punto di vista "invidiabili", in quanto ben sopportano il carico oppressivo del lavoro coatto sulla schiena, le ore al lavoro passano in fretta, arrivano a casa e lavorano ancora e ancora, non si stancano mai.

Ecco perché sono dell'idea che bisognerebbe far lavorare otto ore al giorno solo chi ama passare il proprio tempo lavorando, ma al mondo non siamo tutti aspiranti formiche produttive, ci sono anche gli aspiranti bradipi che amano passare il proprio tempo rilassandosi e riposando.

Questo sistema fondato sulla produzione, che costringe tutti al gioco della vita monotona, determinata da orari, sveglie, pasti consumati in fretta e stress cronico è violento e contronatura, perché accontenta solo una fascia di persone, ovvero quelle laboriose per natura.

Ma che succederebbe se domani prendessimo queste persone laboriose per natura e le costringessimo a starsene tutto il giorno sul divano a guardare la tv, in riva al mare a meditare o a fare lunghe passeggiate rilassanti nei boschi?


Ve lo dico io, impazzirebbero!

Impazzirebbero perché loro amano stare in movimento quanto noi oziosi amiamo starcene fermi e svolgere attività tranquille.

Non tutti amano drogarsi di caffè e sigarette dalla mattina alla sera per far fronte allo stress della lunga giornata lavorativa, per cui bisognerebbe riconoscere al più presto il "diritto all'ozio".


Si, sto parlando seriamente!

Non dico di riconoscere il diritto al fancazzismo generale, ma quello all'ozio, ovvero fare in modo che a tutte quelle persone che odiano la vita laboriosa, sia concesso un lavoro part time, in modo tale che, finite le quattro ore al giorno, abbiano il resto della giornata da dedicare a se stessi.

Guadagneranno meno, ma almeno eviteranno si finire dallo psichiatra con una crisi di nervi...

E' tempo di riconoscere che tutti noi abbiamo caratteri diversi, stili di vita diversi, aspirazioni diverse, desideri diversi, e come una tartaruga pigra non sarà mai simile ad una lepre agile e scattante, l'essere umano pigro per natura non sarà e non vorrà mai essere simile all'essere umano dal carattere laborioso, che non sta mai fermo, è tempo anche di riconoscere che costringere un ozioso a vivere alla maniera del compagno laborioso è violenza sia fisica che psicologica, tanto quanto lo è prendere un leone della savana africana, chiuderlo in una gabbia e farlo vivere per il resto della sua vita in un Circo, facendolo esibire a comando, pena le frustate...

Nel caso umano la gabbia è la vita moderna, snaturalizzata, industriale, il Circo è invece la fabbrica o l'ufficio, infine le frustate sono le minacce di licenziamento, la paura della povertà, di restare senza una casa, in poche parole di essere sbattuto fuori da quel Sistema che allora ti prese e ti addestrò (tramite la scuola) al Circo, e che ora, dopo averti snaturalizzato, è pronto a sbarazzarsi di te nel caso tu decidessi di ribellarti alle catene donate...

Gli oziosi hanno diritto al riposo quanto i laboriosi hanno diritto al lavoro!

Fonte:http://laschiavitudellavoro.blogspot.it/2017/03/lavorino-quelli-che-amano-lavorare-noi.html

Alessandro

Passaporto, altro tassello



Alessandro