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giovedì 29 settembre 2016

Uomini e primati: violenti per natura fin dalla preistoria

"...Ecco come i Predatori si giustificano, con queste madornali cazzate..."



ABBIAMO perso il pelo, ma non la nostra natura da lupi. L'uomo resta una delle specie più violente del pianeta, né più né meno di quanto era ai suoi albori come specie, tra 160 e 200mila anni fa. Con uno studio che sembra dare ragione a Hobbes, un gruppo di biologi dell'università di Grenada ha cercato di rispondere alla domanda: da dove viene la nostra violenza? Se la sua origine sia culturale o ancestrale è infatti un tema da sempre dibattuto fra gli antropologi. Tracciare l'albero genealogico dei mammiferi con accanto la loro propensione a uccidere i membri della stessa specie è sembrato a José Maria Gomez e colleghi la tecnica migliore per trovare una risposta.

Uomini e primati non solo siedono sullo stesso ramo dell'albero evolutivo. Sono anche fra i più spietati killer della natura, con due morti su cento attribuibili all'attacco di un proprio simile. Sembrerebbe un'allusione al fatto che intelligenza e violenza sono legate, se non fosse che in cima alla classifica, con quasi venti "assassini" ogni cento decessi, non ci fossero una specie di mangusta e due di cercopiteco, seguiti da lupi, altre scimmie e varie specie di grandi felini. In generale, gli animali che vivono in gruppo e hanno un territorio da difendere sembrano più propensi a scontrarsi con i propri simili.



Uomini e primati: violenti per natura fin dalla preistoria

In circa 6 specie di mammiferi su 10 (i ricercatori spagnoli ne hanno studiate 1.024, censendo 4 milioni di casi di "assassinio") la pace sembra regnare indisturbata. Il tasso medio di "omicidi" fra tutti i mammiferi è di uno ogni 300 decessi: solo un sesto rispetto a noi. Ma allargare le braccia attribuendo la nostra natura violenta alla parentela con gli scimpanzé non era certo un risultato soddisfacente per i ricercatori di Grenada. Che scavando più a fondo nella nostra anima oscura hanno cercato di individuare il ruolo che giocano storia, politica e cultura nell'accentuare o mitigare gli istinti violenti.

E qui anche Rousseau sembra avere la sua parte di ragione, rispetto a Hobbes. In età preistorica le morti violente erano il 2% del totale. Le tracce più antiche di una guerra fra uomini risalgono a 10mila anni fa. Nel 2012 a Nataruk, in Kenya, vennero ritrovati i resti di 21 adulti e 6 bambini massacrati in una battaglia fra tribù di cacciatori e raccoglitori.

La situazione non è migliorata nei secoli successivi, con un picco negativo tra 1.200 e 1.500. Nel medioevo si raggiunse il cupo record del 25% di morti violente. Ma da quel momento in poi la situazione è tornata a migliorare.

Oggi abbiamo recuperato l'"innocenza" dell'uomo primitivo (il tasso di violenza attuale è tornato al 2%). Ma gli stati stabili con una polizia efficiente arrivano anche allo 0,8-1%. Segno che la cultura, a volte, può avere la meglio sui nostri istinti da lupi (anzi, da scimpanzé). E che forse non ha torto nemmeno Steven Pinker, psicologo di Harvard autore nel 2011 de libro "Il declino della violenza. Perché quella che stiamo vivendo è probabilmente l'epoca più pacifica della storia".

Fonte : http://www.repubblica.it/scienze/2016/09/28/news/uomini_e_primati_violenti_per_natura-148709783/

Alessandro

Terra Piatta: Il Documentario



Alessandro

Delle corporations


nel film ROLLERBALL del 1974 sono stati chiarissimi: non esistono STATI ,esistono solo corporation ,tutto questo mondo è businnes, chi comanda è il denaro affari e niente altro. sono stato costretto alla perizia psichiatrica per aver DIMOSTRATO questo spero che la facciano anche a voi eminenti Pucciarelli e Guerrieri perchè se vi siete accorti solo dopo 42 anni di questo evidentemente siete malati psichiatrici, nevrotici (la nevrosi è una visione scorretta della realtà.- oggi a tutto questo è stato messa la parola fine e voi siete ancora nevrotici perchè non lo dite ,quindi o non lo sapete e siete quindi fuori dalla realta, non state vivendo il vostro tempo, oppure state tacendo la verità, quindi complici di quel vecchio sistema pignorato e precluso. ci sono 194 paesi piu uno HOLE SEE sedia santa (citta del vaticano) oggi tutti in DEFAULT e 176 banche centrali. quindi alcune banche possiedono piu di una corporation . il tutto faceva capo a una unica banca: banca BIS di proprieta del Vaticano, oggi non piu ma di proprietà della popolazione mondiale. dai che lo capirete tra altri 40 anni e farete un bel video eminenti pretesi professori.

Virginia Company è fatta da due rami, uno di questi è oggi UNITED STATES of A MERICA ed è ben chiaro che è una Company, Obama è il governatore delle terre occupate d'america per conto della corona britannica che deve rispondere a citta del vaticano che ordina anche alla associazione mondiale di esecutori amministrativi, pretesi giudici della BAR association a Londra cosa fare ABA international, temple BAR Inner BAR e Middle BAR tutte con sede a londra , in Italia le sedi sono milano e roma. Nei tribunali , ordinari vengono applicate queste leggi non quelle italiane ,admiralty Law o admiralty Colorable. colrable è cio che puo essere colorato a proprio piacimento , dove non cìè la verità , solo in UCC c'è la verità. infatti nel dizionario britannia il solo valido per i termini giuridici csa vuol dire LEGALE: la rovina della legge di D io dove per legge di dio si intende la legge naturale da cui discende la legge del commercio UCC , svegliatevi. fisctio juris non est ubi veritas . massima n.3 di UCC: nel comercio la verita è sovrana. ecco fate e depositate AFFIDAVIT . documento di verita sotto pena di spergiuro e frode e fate secco qualsiasi preteso giudice, lo mettete all'angolo perchè lui è solo un amministratore punto e basta.

Nel 1604 un gruppo di importanti politici, uomini d’affari, mercanti, produttori e banchieri si incontrarono a Greenwich, allora nella contea inglese del Kent, e formarono una corporazione che chiamarono Virginia Company, in vista dell’enorme influsso che gli europei bianchi, dapprima soprattutto britannici, avrebbero esercitato sul continente nordamericani.

Il suo principale azionista fu re Giacomo I, e lo statuto originale della società fu completato entro il 10 aprile 1606. Esso, insieme ai successivi aggiornamenti,stabiliva quanto segue:

La Virginia Company consisteva in due rami, la London Company e la Plymouth o New England Company. Alla prima si doveva la prima colonia permanente d’America, fondata a Jamestown, il 14 maggio 1607, mentre la seconda era costituita dai “Padri Pellegrini” che arrivarono a Cap Cod sulla nave Mayflower, nel novembre del 1620, e proseguirono sbarcando poi a Plymouth il 21 dicembre. I mitici “pellegrini” americani erano, in realtà, membri del secondo ramo della Virginia Company, detto New England Company.

La Virginia Company possedeva la maggior parte della terra di quelli che oggi chiamiamo Stati Uniti e tutte le terre comprese in un raggio di 900 miglia dalla costa. Tra queste ultime figuravano le Bermuda e la maggior parte delle attuali Isole caraibiche. La Virginia Company (la Corona britannica e le famiglie fondatrici) avevano diritto al 50%, sì al 50%, di tutto l’oro e l’argento estratto dalle sue terre, oltre che ad una percentuale di altri minerali e materie prime e al 5% di tutti i profitti ricavati da altre iniziative imprenditoriali. Stando allo statuto, questi diritti dovevano essere tramandati agli eredi dei proprietari della Virginia Company, rivelandosi pertanto… eterni! I membri più in vista della Virginia Company che dovevano godere di questi diritti furono il tesoriere e gli appartenenti alla Compagnia degli Avventurieri e dei Coloni della città di Londra. Dopo i primi 21 anni dalla fondazione della Virginia Company, tutti “i dazi, le imposte e le tasse” pagate sulle attività commerciali delle colonie dovevano essere versati direttamente alla Corona britannica tramite il tesoriere della Corona.


Nessun commerciante poteva esportare merci fuori dalle colonie senza il permesso della corona britannica e chi lo faceva incorreva nel sequestro di tutte le merci, oltre che della nave o del veicolo che le trasportava. 

Le terre della Virginia Company furono garantite alle colonie da un fedecommesso (concessione in uso) e, pertanto, essa non ne poteva rivendicare il possesso, ma poteva tramandarle in uso agli eredi o venderne la concessione d’uso perpetuo. La vera padrona era la Corona britannica. 

Le colonie dovevano essere governate da due Consigli coloniali, ognuno composto da 13 membri, ma il Consiglio della Corona di Londra aveva l’ultima parola su tutte le decisioni. Il monarca britannico in carica sceglieva anche il governatore delle colonie americane, che oggi chiameremmo presidente. OBBAMA un nome inventato Jacob- giacobbe. Il monarca, attraverso il suo Consiglio per le Colonie, fece in modo che i coloni imponessero la religione cristiana a tutta la popolazione, compresi i nativi americani. Per usare il linguaggio dell’ epoca… “con la massima diligenza, cura e rispetto, fate in modo che la vera parola di Dio e della fede cristiana sia predicata, radicata e praticata, non solo all’interno delle sopra menzionate colonie e piantagioni, ma anche tra i popoli selvaggi che confineranno con le nostre terre, secondo la dottrina, il diritto e la religione oggi professati e consolidati nel nostro regno d’Inghilterra”. 

La Corona proseguiva dicendo che qualora i nativi americani non avessero accettato la religione cristiana, essa avrebbe dovuto essere loro imposta. Da ciò discese l’ordine di distruggere la cultura e le conoscenze dei popoli indigeni del Nord America e di mantenere anche i coloni bianchi sotto il giogo malvagio del terrorismo cristiano imposto dai puritani-calvinisti. Si trattava di una chiara licenza ad uccidere, torturare e rapinare le popolazioni indigene, che garantiva una completa immunità agli autori di questi misfatti.

I tribunali penali delle terre della Virginia Company dovevano operare secondo la Legge dell’ Ammiragliato, cioè il diritto marittimo, i tribunali civili secondo la legge comune, il diritto terrestre. Questo è un punto cruciale  Tutto questo, ha un senso ancora oggi? Leggete ancora una volta quelle percentuali e coglierete la portata di tutto questo. NO tutto questo è finito nel 2012 sta a ognuno di noi verificare ratificare e proporre, i documenti esistono e bisogna farli propri. ognuno dovra fare la sya parte diceva Borsellino. lo stesso diceva La Boetie nel 1500 .Namaskar a tutti buon viaggio in UCC.

Per chi ci crede diceva Giordano bruno (filippo bruno) per chi sa dico io Mukti , in love

La Gran Loggia della Frammassoneria inglese è in Great Queen (Iside) Street, a Londra, e sin dal 1717, anno della sua fondazione, controlla la maggior parte delle logge frammassoniche sparse su tutto il globo. Attraverso di essa, l’Elite britannica controlla i giudici, gli avvocati e i poliziotti americani e, attraverso altre organizzazioni, come il Consiglio sulle relazioni estere e la Commissione Trilaterale, manipolano il sistema politico americano. 

I giudici americani sono perfettamente consapevoli del fatto che i loro tribunali sono controllati dall’Ammiragliato britannico, ma stanno zitti e incassano il denaro.   La famiglia Rockefeller è l’affiliata americana dipendente da Londra e sono i Rockefeller che, come è dimostrabile, decidono chi deve diventare presidente degli USA. chi lo diventa? quello che tra i comparenti ha piu sangue reale. dai stop ce n e abbastansa

Alessandro

Nasa: Sono proprio Fatti!







Fonte: http://verorizzonte.blogspot.it/2016/09/241.html

Alessandro

Pizza con la Mozzarella..


Mozzarella: Avocado, olive ed un filo di olio e sale

Pizza e pomodoro pronti per il forno


Mozzarella sopra la pizza, pronta la cottura finale

Tutto Cotto

Buon Appetito!

Alessandro

mercoledì 28 settembre 2016

Pensiero: Dei documenti


Alessandro

Le case donate sono abusive”. L’ultima beffa per i terremotati

Amatrice, il Comune ordina lo sgombero: violano il piano regolatore.



La prima casetta di legno è arrivata tre giorni fa. L’ha consegnata l’associazione La Via del Sale Onlus ad Antonio Guerrini, allevatore, uno dei tanti che da oltre un mese sta vivendo tra mille disagi in tenda nei boschi di Amatrice e Accumoli pur di non allontanarsi dal suo lavoro.  

Hanno portato la casetta fino a Faizzone, 960 metri sul livello del mare. L’hanno montata, effettuato gli allacci, mentre il signor Antonio e la famiglia speravano di poter finalmente soffrire un po’ meno il freddo e la pioggia.

Niente da fare. La mattina seguente è arrivato un tecnico del comune per ordinare lo sgombero: la casetta è un abuso edilizio. Anche se si trova nel terreno del signor Guerrini. Anche se è evidente a tutti che si tratta di un’emergenza e di una necessità. Anche se sono state impiegate risorse, energie, tempo.

È un miracolo sopravvivere al terremoto. È una fatica quotidiana convivere da oltre un mese con il dolore e le difficoltà di una vita da ricostruire, ma per gli sfollati di Lazio e Marche doversi scontrare con la burocrazia italiana si sta trasformando in una beffa incomprensibile.

In base alle norme si può installare una roulotte, un camper, qualsiasi mezzo o struttura con ruote. Tutto il resto rientra nella categoria struttura fissa e diventa una violazione del piano regolatore. «Ci vorrebbe un’ordinanza del sindaco che chieda una deroga», spiega Angelo Fabi, veterinario, che dal 24 agosto ogni giorno gira tra le montagne di Accumoli e Amatrice per distribuire aiuti. Se non sarà presto emessa l’l’ordinanza tutte le casette in arrivo grazie al buon cuore degli italiani diventeranno abusive e quindi da buttare via e demolire.

È la burocrazia italiana, la stessa che sta bloccando 18 casette in legno vuote, un sogno per decine di persone. Appartengono all’Anas che le aveva utilizzate per i propri dipendenti durante il terremoto dell’Aquila. Oggi sono abbandonate ma in ottime condizioni. L’Anas ha accettato volentieri di metterle a disposizione degli sfollati del terremoto del 24 agosto. «Ma è necessario un provvedimento del comune e della protezione civile», fanno sapere dall’azienda. Che invece restano in silenzio.

Problemi in vista anche per i bagni chimici che in tanti si sono offerti di donare a chi è rimasto a vivere nei boschi: potrebbe arrivare un ordine di sgombero se non si riesce a trovare una ditta che effettui ogni giorno le previste operazioni di spurgo.

Oltre che di un tetto e di un bagno per non far morire quelle terre c’è bisogno anche di corrente elettrica. «Avevo proposto di allacciarmi alle centraline del borgo con un filo e con un contatore per pagare i consumi in modo regolare. Mi hanno risposto che non era possibile», racconta Benedetto Guerrini che da più di un mese vive in una tenda nella frazione Macchia di Accumoli. Ad Illica, invece, la corrente non arriva per nulla. Il borgo è totalmente al buio, denunciano la portavoce del comitato `Illica Vive´ Sabrina Fantauzzi e il segretario Elvira Mazzarella- «a causa dell’impossibilità di sistemare i pali elettrici per via del sequestro della magistratura».

Non è stato facile nemmeno spiegare alle decine di lavoratori edili della zona che quando ripartirà la ricostruzione non saranno loro a occuparsene ma ditte molto più grandi e strutturate.«Nessuna delle aziende che operano qui hanno i requisiti per partecipare agli appalti che verranno banditi», conferma Maurizio Aluffi, segretario della Confartigianato di Rieti. «Stiamo provando a far approvare un protocollo che preveda una tutela delle imprese e della manodopera locale ma è tutto quello che possiamo fare».


Fonte: http://www.lastampa.it/2016/09/27/italia/cronache/le-case-donate-sono-abusive-lultima-beffa-per-i-terremotati-e6I4Pk4pVApAcgFJPdUNTM/pagina.html

Alessandro